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Slow News? La domanda è “perché no?” – Andrea Spinelli Barrile

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Perchè ho deciso di fare Slow News?

La risposta è nella domanda: per fare Slow News (e so anche di essere antipatico); quando ho cominciato a pensare al “perchè farlo” in realtà avevo già capito che quella era la domanda sbagliata: quella corretta è “perchè non farlo?”. Ecco, Slow News non l’avrei fatto se avessi pensato che nel panorama mediatico di oggi fosse facile avere accesso a contenuti interessanti, ben scritti e ricchi di informazioni vere e verificate. Slow News non l’avrei fatto se avessi pensato che il mondo del giornalismo sta bene così com’è, realisticamente parlando molto più simile a un anziano che si parla addosso che non a un giovane spregiudicato reporter “da battaglia”. Slow News non l’avrei mai fatto se avessi pensato che la quantità di informazioni nella quale viviamo letteralmente immersi sopperisse all’assoluta mancanza di qualità delle stesse. Slow News non l’avrei mai fatto se fossi rimasto a guardare il lettore come un semplice “cliente” e non come una “persona”: persona, tra l’altro, alla quale piace leggere. Quel tipo di persona che al sottoscritto va particolarmente a genio. 
Slow News non l’avrei mai fatto se non avessi avuto una mia personale idea di giornalismo: con Slow News posso far leggere quello che mi piacerebbe leggere tutti i giorni ristabilendo quell’antico rapporto di fiducia tra lettore ed autore, rapporto che oggi si vanifica con l’ennesima notifica su Twitter che dice tutto e il contrario di tutto.

1 Commento su Slow News? La domanda è “perché no?” – Andrea Spinelli Barrile

  1. Valentina Tatti tonni // 15 giugno 2016 a 22:39 // Rispondi

    E se anche io volessi far parte di Slow News? VTT

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