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Le conseguenze delle interviste

Varoufakis Corriere - 001

Domani, 20 settembre 2015, si vota in Grecia. In vista di questo appuntamento elettorale, qualche giorno fa, il Corriere della Sera ha pubblicato sul cartaceo e sull’online un’intervista all’ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis. Nell’intervista, fra le altre cose, Varoufakis parla dei giornalisti e dice (citiamo testualmente dalla versione inglese pubblicata sul blog del ministro):

«Journalists should learn, at last, the art of accurate reporting».

E, alla domanda «Have you enjoyed being a style model, being pointed as a sex symbol, having fan like a rock star?»

«No. I have detested the star system all my life. It would have been the height of hypocrisy to enjoy its output the moment, for some unknown to me reason, the same system elevated me to a fake pedestal».

Due questioni molto interessanti. Ma perché citarle in inglese, se l’intervista è stata pubblicata in italiano?

Slow-news-150x150 Semplice: perché Varoufakis, dopo la pubblicazione dell’intervista del Corriere, ha sentito il bisogno di pubblicare sul suo blog, appunto, quella che, secondo la sua versione, è la versione originale dell’intervista. Facendola precedere da una premessa, sempre in inglese:

For the Italian version as published in CDS, click here. But beware: The Italian text there is a summary of my answers and, in my view, offers a distorted version of my original answers in English (including the awful title) – which you can read here…

A oggi, il CorSera non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in merito alle affermazioni di Varoufakis. Non ha replicato, non ha smentito. Il che lascerebbe pensare, a colpi di rasoio di Occam, che quella pubblicata dall’ex ministro sia veramente la versione originale.

Abbiamo provato a confrontare i due testi. Il risultato è imbarazzante. Rispetto alla versione di Varoufakis, sul pezzo pubblicato dal Corriere ci sono domande cambiate, risposte accorciate, mixate, diverse nelle due lingue, coppie di domanda-risposta omesse. Al punto che un confronto sistematico sembra addirittura impossibile.

Nelle immagini, uno schema di confronto, la versione stampata in inglese (in blu, tutte le parti omesse. Ci sono anche domande molto interessanti, tipo «Cosa significa “sinistra” in politica, per lei?» E ovviamente mancano anche le relative risposte), il cartaceo del Corriere. Giusto perché il lettore si possa rendere conto dell’impossibilità di fare un confronto sistematico.

È evidente che, soprattutto in assenza di spiegazioni da parte della testata che ha pubblicato l’intervista, siamo di fronte a un problema, a una situazione imbarazzante per chiunque bazzichi nel mondo del giornalismo.

E che, se vogliamo allargare il discorso, c’è sempre più bisogno di un giornalismo diverso. Più lento. Più accurato. Diciamolo: migliore.

[Nota per i non anglofoni: su Scenarieconomici.it, ripresa poi da TgValleSusa, è stata pubblicata la traduzione integrale in italiano della versione di Varoufakis].

Libri di Yanis Varoufakis: È l’economia che cambia il mondo: Quando la disuguaglianza mette a rischio il nostro futuro (Saggi stranieri) – Il minotauro globale. L’America, le vere origini della crisi e il futuro dell’economia globale – Una modesta proposta per risolvere la crisi dell’euro

[Nota: i link ai libri rimandano, chiaramente, a una pagina di Amazon da cui si possono acquistare. Abbiamo sottoscritto il programma di affiliazione. Questo significa che se compri un libro (di Varoufakis o di altri) passando dal nostro link, a noi arriva una piccola percentuale. A te non costa nulla, ma è un altro modo per scegliere di sostenere Slow News: vale per tutti i prodotti che acquisti su Amazon. Se non vuoi o non puoi abbonarti ma ti piace quel che facciamo, se sei fra i nostri abbonati e vuoi sostenerci in un altro modo, è un’idea per farlo]

9 Commenti su Le conseguenze delle interviste

  1. Varoufakis should learn many things, among them non believing to be dealing with “journalists” when he speaks to somebody form the Corriere.

  2. Però l’intervista non è mai stata la fedele riproduzione di domande e risposte, comprese pause etc. È il succo di una discussione, magari durata ore, le parti più interessanti. L’importante è cercare di essere il più possibile fedeli alla realtà. Nei concetti e nelle
    parole. Mai fare rileggere, mai chiedere al diretto interessato che ne pensa. Se è l’intervistato a fare l’intervista, non se ne
    esce.

    • Non sono sicuro che l’osservazione si applichi a questo caso. Soprattutto se, come sembra, l’intervista è stata fatta per iscritto. E poi, fino a che punto il “succo” della discussione può cambiare “il succo” delle risposte dell’intervistato? E le domande? E perché il CorSera non risponde alla precisazione di Varoufakis?

    • Direi proprio di no, tu stai confondendo un servizio giornalistico con un’intervista. Un’intervista è io ti faccio le domande (che voglio) e tu mi rispondi. Punto.

  3. Un giornalista non è un registratore.

    Lintervistatore ha la libertà, il diritto, il dovere di intervenire su frasi e periodi , per renderli adeguati alla forma e agli spazi disponibili, e soprattutto per renderli comprensibili al pubblico.

    Il resto è comizio.

    Naturalmente se il giornalista si è spinto a travisare completamente le dichiarazioni…beh,il discorso cambia, e siamo nell’ambito della scorrettezza.

    • Come dicevo sopra, la dinamica è curiosa. Se, come pare, l’intervista è avvenuta per iscritto, le cose cambiano molto. In ogni caso, le due interviste si possono confrontare e ci si può rendere conto autonomamente di come stiano le cose.

  4. Francesca Piatti // 21 settembre 2015 a 6:23 // Rispondi

    Trovo sconvolgente che un giornale importante come il Corriere della Sera abbia manipolato a tal punto l’intervista di Varoufakis… Cado veramente dalle nuvole…. tagliare e un conto, storpiare e storpiare volutamente, un altro.

  5. I giornalisti devono tornare o ri-imparare a fare il loro mestiere e non fare gli opinionisti. Censurano le notizie ad es. mettendole in secondo piano: ad es. il TG3 ha messo come settima notizia, nel giorno della sua elezione, quella del nuovo Segretario Corbyn del Labour Party… non più “New”… che ha eletto con il 59% un Segretario che vuole riportare “la sinistra” al centro, ovvero una società più giusta. BLEAR HA FALLITO, come Stiglitz e tanti altri dimostrano (altri Premi Nobel dell’Economia) se si vuole una società più equa. Ma non lo possono dire poiché Renzi ha Blair come riferimento… Tsipras rivince le elezioni… Vespa fa una puntata di “Porta a Porta” su questa importantissima notizia? Nooooo, lo scontro nel Pd e Rita Pavone sono più importanti… Censurati gli scioperi alla National Gallery ed in mezzo mondo https://www.huffingtonpost.it/2015/09/18/musei-scioperi_n_8158720.html

  6. Ho conosciuto di persona Varufakis, era quando in cerca di un partito d’appoggio politico.
    E un contabal, e un opportunista e un arrivista e basta.

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