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La qualità si paga. Sempre.

Categorie: Filosofia Slow News

C’è una differenza enorme tra leggere un articolo inutile, scritto per attirare l’attenzione di chiunque e che dimentichiamo nello stesso momento in cui lo leggiamo e leggere un articolo ricco, curato e scritto pensando proprio a noi, che alla fine ci resta come restano le esperienze. La stessa differenza che c’è tra una bottiglia di Amarone di una buona cantina della Valpolicella e una vinaccia da 2 euro al litro che troviamo nello scaffale in basso della nostra Lidl di fiducia.

Provate a chiedere a un buon bevitore di vino se berrebbe mai del vino scadente da un bicchiere di plastica raccattato per terra soltanto perché è gratis e c’è scritto sopra “Bevimi”. Si metterà a ridere. E allora perché mai un buon lettore accetta di leggere giornalismo spazzatura, di cliccare pezzi scritti male, pensati peggio, costruiti quasi solo per generare quel click e che durano poche ore?

Perché quando leggiamo non siamo esigenti come quando beviamo? Perché spendiamo con facilità 20 euro in una sera bevendo una buona bottiglia di vino, ma non siamo disposti a spendere la stessa cifra per leggere cose di alta qualità? Eppure tra leggere robaccia gratis che ci affolla la bacheca di Facebook e leggere roba buona a pagamento c’è una differenza abissale.

L’appassionato di vino non ha alcun dubbio su cosa scegliere e pretende di spendere tanto perché sa che il valore del prodotto è tutto. Il lettore invece spesso quella domanda non se la fa, e spende tanto del suo tempo di lettura a leggere spazzatura, arraffando bicchieri mezzi vuoti di vino da due euro al litro raccattato da banchetti di imbonitori che di vino non ne sanno nulla.

Forse noi lettori non ce ne rendiamo sempre conto, ma regaliamo la nostra attenzione e il nostro tempo a prodotti poveri di valore, costruiti per sottrarci tempo e attenzione, misurarlo in click e in tempo di permanenza sulla pagina, e rivenderlo a qualche inserzionista all’ingrosso.

Ma il tempo è l’unica ricchezza che abbiamo. E finché ci accontentiamo di restare in questo ecosistema moribondo, anche se starci è gratis, quel tempo lo stiamo usando male. La soluzione è costruirsi una cantina dove pretendere di pagare per prodotti che valgano il prezzo che richiedono.

Slow News è il nostro tentativo di costruire quella cantina e voi siete esattamente le persone per le quali vogliamo lavorare.

Da ottobre 2019, Slow News è il primo progetto italiano di slow journalism e per sostenerlo puoi decidere tu quanto pagare. Da 0 in su.

L’illustrazione è di Nicola Ferrarese. Un amico, uno dei primi abbonati di Slow News e un professionista dell’illustrazione. Partecipa da anni all’organizzazione del Treviso Comic Book Festival e la nostra filosofia è la sua stessa filosofia. Questa illustrazione fa parte di una serie che ha realizzato a partire dal Manifesto di Slow News.

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C'è un commento

  1. Tante volte mi sono interrogata (e non da adesso) su quali siano le ragioni per cui molte persone non intendano pagare articoli ben scritti e documentati.
    I motivi possono essere tanti: 1) in molti non sono in grado di valutare l’effettiva utilità che l’informazione produce; 2) si è radicata una concezione per la quale il prodotto culturale debba essere gratuito (si pensi ai musei); 3) è molto più facile attribuire un valore in denaro a un buon prodotto che ha una sua dimensione concreta (auto, birra, vino, ecc.) anche quando è il risultato di qualcosa di immateriale come la ricerca, la tradizione e la storia.

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