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Giornalismo e fake news: la soluzione? Rallentare

Giornalismo lento rallentare

Da quanto è uscita questa faccenda delle fake news, la conversazione sul tema è fuori controllo. È colpa di Facebook. È colpa dei bufalari. È colpa della gente che non capisce. È colpa di Trump. È colpa di Grillo. È colpa delle élite. È colpa del giornalismo che non racconta più la realtà. Ognuno, come da copione, dà la colpa agli altri e racconta la propria storia. Fa, in altre parole, content marketing. Fedez se la prende con Repubblica – e sembra proprio che abbia ragione – Repubblica gli risponde e intanto se la prende con Grillo, che attacca tutti. E via dicendo. È una partita e sugli spalti ci sono, molto spesso, tifosi accecati dall’assenza di prospettiva, visto che guardano la partita dalla propria curva.

Anche Slow News, in qualche modo, racconta questa storia facendo content marketing. Ma il problema è che qui ci crediamo sul serio e ne parliamo da molto prima che le fake news diventassero di moda. Ne parliamo da almeno due anni e mezzo. Per questo abbiamo creato questo sito, che è il primo progetto di slow journalism in Italia (con fatiche che solo noi e i nostri abbonati conosciamo, e che abbiamo raccontato solo parzialmente qui).

C’è un solo modo per uscirne. Bisogna abbandonare la schiavitù del modello di business quantitativo (cioè: fare tanti click per fare sempre meno soldi con la pubblicità); bisogna fuggire dall’illusione che si possa o si debba fare concorrenza ai social (non solo non si può, ma non serve a niente) o ai motori di ricerca che si trasformano in motori di risposta quando intercettano argomenti molto cercati che si possono desumere dai dati e tradurre in forma visuale o scritta; bisogna evitare che il proprio lavoro si trasformi in commodity.

Bisogna, in altre parole, rallentare. Produrre meno e farlo meglio. Riorganizzare il flusso di lavoro in funzione di questa visione che sta diventando necessaria. Bisogna trovare nuove leve per essere sostenibili e rimettere la qualità, l’eccellenza del proprio lavoro al centro di un progetto che, come al solito, deve tener presente “solamente” di due cose: i contenuti e le persone.

Ripetiamolo come un mantra. Prima o poi qualcuno se ne accorgerà (uh, incredibile! Alla BBC se ne sono accorti! Quanto ci vorrà prima che diventi di moda anche in Italia? Purché, come tutte le mode, non sia un racconto di cose che si dovrebbero fare e che invece non si fanno, noi siamo qui e siamo pronti).

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