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Di cosa stiamo parlando

Dacci oggi la nostra indignazione quotidiana. Funziona più o meno così, a giudicare dal commento istantaneo sui social. In una conversazione pubblica su Facebook, Mafe de Baggis invitava a considerare anche le notizie positive, le cose che funzionano, quelle che vanno bene, magari per migliorarsi la vita e per non salire sulla ruota del criceto del “tutto va male, signora mia”. Graziano Montanini commentava la conversazione dicendo che dal 1° gennaio 2018 sta tenendo traccia delle “cose di cui stiamo parlando”. Gli ho chiesto di rendere pubblica questa traccia, magarifarlo diventare un momento di commento collaborativo. Qui ci sono i vari argomenti, con link di rimando a fonti giornalistiche o di altro genere, scelte googlando.

L’elenco è da intendersi collaborativamente aggiornabile.

A cosa serve aggiornarlo? Serve a rendersi conto di quale impatto nullo o deleterio abbiano questi “scandali” sulla vita quotidiana e di come questa indignazione di pancia non faccia che tracimare dai social alla vita vera senza soluzione di continuità. Inoltre, si consuma tempo che si potrebbe dedicare ad altre attività (a commentare notizie positive, per esempio. O addirittura ad approfondire). E ci si perde nell’istantismo.

 

Fattoidi: l’ecosistema perfetto per le cosiddette fake news

Quello che vediamo qui sotto e nei commenti sono dei fattoidi. Si tratta, cioè di (prendo a prestito la definizione di Wikipedia per comodità)

un’affermazione fabbricata, presentata come se fosse un fatto, ma la cui attendibilità non è verificata; il fattoide, a una verifica successiva, si rivela essere un falso privo di alcuna veridicità. La parola compare nel l’Oxford English Dictionary come «qualcosa che viene accettato come un fatto, anche se non può essere vero». Tuttavia, la parola a volte può significare, invece, un frammento di informazione che, anche se vero, è ritenuto insignificante. In entrambi le definizioni, i fattoidi sono potenzialmente dei fatti, solo che non sono fatti reali.

Quando i giornali (che comunque continuano a determinare la conversazione) pubblicano fattoidi, creano l’ecosistema perfetto per quell’oggetto che ci è tanto piaciuto chiamare fake news.

Di cosa stiamo parlando

– Gesù-Perù [SkyTg24]
– I sacchetti di plastica [Legambiente]
– Emma Bonino, PD e legge elettorale [Il Post]
– M5S cambia regolamento e fonda una nuova associazione [Il Fatto quotidiano]
– Trump dice a Kim che il suo bottone è più grande [La Stampa]
– Abolizione delle tasse universitarie [Wired]
– Trump ha la demenza? [Huffington Post]
– Casini candidato a Bologna [Repubblica]
– Cambia il finale della Carmen [Lettera43]
– Fontana parla di razza bianca a rischio [Adnkronos]
– Deraglia il treno a Pioltello. Polemiche su come comunica Trenord [Repubblica]
– Amsterdam non ha pronti gli edifici per la commissione “scippata” all’Italia (prima c’era la commissione scippata all’Italia) [Corriere]
– Scandalo Amazon che vuole controllare i dipendenti con i braccialetti elettronici [Il Manifesto]
– Attentato di Macerata. Forza Nuova paga l’avvocato all’attentatore [Agi]
– Il coro nel corteo di Macerata [Il Giornale]
– Il direttore del museo egizio sbugiarda la Meloni sui biglietti scontati a chi parla arabo. La Meloni allora dice che se va la Governo lo licenzia [Il Post]
– I bonifici annullati da alcuni esponenti del M5S [Iene]
– I licei classici pubblicizzano le loro scuole dicendo che non ci sono stranieri e bambini con handicap [Tgcom24]
– Tutti indignati per un passeggero straniero senza biglietto (ma il biglietto ce l’aveva) [Giornalettismo]

Per aiutarci a continuare l’elenco, è sufficiente scrivere nei commenti.

14 Commenti su Di cosa stiamo parlando

  1. Andrea Spinelli Barrile // 17 febbraio 2018 a 17:34 // Rispondi

    La falsa intervista a Samantha Cristoforetti [Giornalettismo https://www.giornalettismo.com/archives/2649509/la-falsa-intervista-su-samantha-cristoforetti ]

  2. AlbertoPuliafito // 7 marzo 2018 a 16:13 // Rispondi

    Tutto l’istantismo sul commento elettorale.

  3. Le nomine dei Presidenti di Camera e Senato.
    La tesi di laurea di Roberto Fico.
    Amazon Prime che aumenta i prezzi.
    Cambridge Analytica (più o meno a caso).

  4. Roberto fico che prende l’autobus.

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