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Perché i giornali non ti spiegano come usare Tor e AdBlock Plus?

#Deletefacebook non è una vera campagna di sensibilizzazione: la verità è che nessuno ci spiega veramente come proteggere la nostra privacy su internet. E strumenti come TOR, AdBlock Plus e Duck Duck Go rimangono appannaggio di pochissimi.

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La guerra di posizione dell’editoria giornalistica contro Facebook è in una fase di stasi, in attesa delle prossime mosse del colosso di Menlo Park. Nei prossimi giorni, su Wolf, approfondiremo per gli abbonati la questione delle «chiusure” di Facebook rispetto a chi lo usa per lavoro: se vuoi puoi abbonarti (se ti interessa approfondire il nostro piano editoriale, basta un click).

Qui, invece, dopo aver spiegato come funziona la pubblicità su Facebook e che cos’è e come funziona il pixel di tracciamento di Facebook (due contenuti-anticorpo che ci sembrano più utili di una dichiarazione di guerra al social network), ci tocca ricordare, per prima cosa, che non solo Facebook traccia la tua navigazione. E, per seconda cosa, che ci sono una serie di azioni che puoi fare e che sono un po’ più sensate di cancellarti da Facebook.

Puoi navigare in forma anonima.

Lo puoi fare, per esempio, scaricando e utilizzando un browser che si chiama TOR.

Si scarica da qui. Esiste anche in italiano. È un browser che massimizza la tua navigazione anonima e minimizza la distribuzione dei tuoi dati. Si accompagna a una serie di istruzioni che ti aiutano a capire come navigare in maniera anonima sul web.

TOR, fra le altre cose, ha integrato al suo interno un motore di ricerca alternativo a Google, che non ti traccia a sua volta. Si chiama Duck Duck Go.

Ci sono altri strumenti di cui i giornali parlano poco volentieri e con molta meno enfasi rispetto a quanto non abbiano fatto con l’hashtag #deleteFacebook.

Si tratta degli strumenti che bloccano i banner. AdBlock Plus è uscito con tutta una serie di nuove possibilità. AdBlock Plus è un’estensione che puoi mettere su Firefox, Chrome, Opera, Safari, Android e Internet Explorer: ovviamente, come dicevo, blocca gli annunci pubblicitari.

Questo, forse, è uno dei motivi per cui i giornali non te ne parlano? È possibile. Anzi, è altamente probabile.

Ma sbagliano, perché se nel frattempo stessero modificando il loro modello di business [qui ci sono un po’ di idee per i modelli di business dei giornali] e se, contemporaneamente, erogassero formati pubblicitari gradevoli, non invasivi, in forma nativa (cfr. Ultimo Uomo, Wall Street Journal, Altro Spettacolo), magari tu non avresti il desiderio di mettere AdBlock. Oppure vorresti comunque tenerlo, ma potresti inserirli nella white list e consentire loro di mostrarti i formati pubblicitari. Addirittura, i giornali potrebbero spiegarti come fare, a metterti in white list. Sarebbe un bellissimo esempio di patto con i lettori. Io ti spiego come fare. Ti prometto che la pubblicità rispetterà alcuni crismi. Ti prometto che sarà trasparente, non invasiva e che, magari, ti sarà anche utile. E tu in cambio mi metti nella white list.

Non solo. AdBlock Plus ti consente di scegliere di vedere comunque gli annunci accettabili.


Come se non bastasse, l’estensione blocca anche i tracciamenti. Quindi blocca il pixel di Facebook e i cookie!
Non è meglio, invece di fare campagne allarmistiche, lavorare per rendere ecologico e pulito l’ecosistema-internet? Non è meglio diversificare le fonti di ricavi? Smettere di farcire i siti di banner? Trovare modelli di business alternativi?

Non è meglio informare le persone e ricordare loro che hanno possibilità di scegliere come navigare? Non ha forse un valore sociale più importante di una campagna mediatica contro Facebook?

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