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Articolo

Peter Laufer, Slow News e le responsabilità del lettore

di Peter Laufer – James Wallace Chair Professor of Journalism University of Oregon School of Journalism and Communication, fondatore del movimento Slow News Movement. 

[Questo articolo, riedizione inedita dell’autore di un capitolo libro “Slow News – Manifesto per un consumo critico dell’informazione“, edito in Italia da Sironi Editore, è uscito nel numero 318 di Flow. La traduzione è di Andrea Spinelli Barrile]

Il compito delle news e del giornalista è di aiutare il consumatore di notizie a conoscere e comprendere gli eventi e le loro sfumature. Tuttavia la produzione infinita che caratterizza l’attuale era del giornalismo, con i suoi osceni dettagli circa la deprimente situazione del quotidiano, troppo spesso ricopre il nostro mondo di rumore e non di notizie. Una cosa ancora peggiore sono le risposte facili e veloci ai dilemmi sociali, che vengono presentate come notizie ma che sono propaganda, non giornalismo.

La questione attiene l’istantanea diffusione, e il loro consumo, delle schegge del processo giornalistico. L’onere è quindi sul consumatore, che deve impegnarsi in un consumo lento delle notizie al fine di evitare i newsoidi (il contrario degli aneddoti). Le rappresentazioni quasi isteriche delle notizie dal vivo – in particolare in televisione e nelle dirette online – possono indurre i consumatori a credere che l’informazione che viene data ai lettori, agli spettatori e agli ascoltatori sia essenziale da conoscere (e da ascoltare e vedere ripetutamente) anche se presto questi annunci-da-intrattenimento si rivelano sbagliati e inutili.

La continua ripetizione di parole e immagini nelle breaking news è allo stesso tempo una manifestazione della scarsità di informazioni a disposizione e un assalto psicologico non necessario. Una notizia è talmente tanto unica e importante che i consumatori hanno bisogno di restare informati momento per momento su ciò che i produttori di notizie sanno (o non sanno) fare. Passare molto tempo ad ascoltare radiogiornali, guardare le TV all-news o navigare nel proprio news feed può rivelarsi terribilmente deprimente. Controllare i siti di news una volta al giorno è sufficiente, tenendosi alla larga dalle notifiche che arrivano sugli smartphone.

Le nuove tecnologie non cambiano il ruolo consolidato del giornalista di professione, i nuovi giocattoli sono solo degli strumenti. Oggi le chiacchiere di alcune redazioni e accademie insistono sul fatto che “tutti sono giornalisti” ma l’adagio dovrebbe essere “oggi chiunque può essere un giornalista” (e non c’è nulla di nuovo in questo) o anche “chiunque può essere un pessimo giornalista” (e anche qui non c’è assolutamente niente di nuovo). La conclusione è sempre la stessa: la credenziale definitiva di un giornalista è la credibilità costruita nel tempo. Un giornalista di professione riporta in modo credibile le notizie che altrimenti i consumatori, impegnati nella loro vita quotidiana, si perderebbero.

© Slow News

Le notizie possono essere anche definite (come farò qui) come qualcosa che modifica lo status-quo, anche se lo stesso status-quo può essere notizia, come dice il detto speranzoso “no news is a good news”. Il modello, superficiale, che ha guidato i giornalisti per anni è: “il cane che morde l’uomo non è una notizia ma lo è l’uomo che morde il cane”. L’Oxford English Dictionary presenta una definizione più ampia: “Il rapporto o il resoconto di fatti recenti o accadimenti (specialmente se importanti o interessanti) arrivati o portati a ciascuno come nuove informazioni” con un elegante e poetico sinonimo: “nuove”.

Le notizie, le nuove, non sono la ripetizione senza fine di elementi inconcludenti di una storia nuova di scarsa o nessuna rilevanza fino a quando è possibile farlo. Le notizie non sono fattoidi fuori contesto, frammenti di informazione che non raccontano niente e che sono solo dei pezzi isolati di informazione.

I consumatori di notizie devono farsi carico della quantità di news che assumono e devono attentamente e coscientemente moderare la propria esposizione ai media e alle news. Facebook e Twitter sono sacrificabili, i cosiddetti smartphone andrebbero spenti più spesso. I consumatori ammaliati dalla magia dei media in continua espansione hanno bisogno di decidere da soli quali sono i mezzi che val la pena usare e non solo lasciarsi investire da una serie infinita di assalti da parte dei media. Il mondo rischia di perdersi la storia a causa di questo rumore.

Se sanguina attira” è il cliché del business dell’informazione sul posizionamento delle notizie, così che attirino l’attenzione del pubblico. Gli annunciatori riempiono gli schermi e le radio di storie macabre che generalmente importano unicamente alle vittime, ai loro parenti e ai loro amici. I servizi di informazione online e smartphone oriented fanno la stessa cosa con le loro storie senza fine alla ricerca dell’attenzione del pubblico. Ma le vite dei consumatori di notizie dovrebbero essere già piene abbastanza per evitare di crogiolarsi ogni giorno nella miseria di gente sconosciuta. Gli incidenti d’auto, gli omicidi, i divorzi tra celebrità sono quel tipo di storie che forse valgono appena un passaggio nel flusso di notizie giornaliero ma i dettagli cruenti di questi avvenimenti del quotidiano, sopratutto quando ripetitivi e superficiali, sono solo un’inutile intrusione.

Prima di investire del tempo su una notizia è fondamentale considerare l’importanza che questa potrebbe avere sulla nostra vita e le informazioni che i consumatori scelgono dovrebbero superare la prova del tempo a meno che, naturalmente, qualcuno cerchi e consumi notizie (sopratutto) come intrattenimento. Le notizie che offrono informazioni superficiali, minimali e incomplete, basate su una segnalazione in anteprima, andrebbero evitate.

I consumatori dovrebbero diffidare della superficialità e dell’incompletezza. La copertura dei terremoti e di altri disastri naturali ne è un fulgido esempio: in seguito a una scossa di terremoto i primi rapporti saranno inevitabilmente sulla falsariga del tipo “un terremoto è stato registrato a [inserire località] svegliando i residenti questa mattina. Non si hanno notizie di danni o feriti”. Potrebbero semplicemente non esserci segnalazioni di danni o lesioni in quanto i giornalisti non sono ancora riusciti ad arrivare sul posto o a mettersi in contatto con i luoghi del sisma. Questi primi rapporti sono spesso seguiti da diversi aggiornamenti, che aggiungono segnalazioni circa i danni e le vittime, rapporti e numeri che aumentano quando i giornalisti arrivano sulla scena e gli operatori di soccorso riferiscono al loro quartier generale.

Il lavoro del notiziario è quello di aiutare il consumatore di notizie a conoscere e comprendere gli eventi e le loro sfumature. Risposte veloci e facili ai dilemmi sociali di solito rappresentano la propaganda, intenzionale o involontaria, non le notizie. Alcune delle notizie diffuse subito dopo che l’edificio federale di Oklahoma City venisse bombardato nel 1995 suggerivano che gli autori di quell’atto di terrorismo erano stranieri: “Un’autobomba in stile Beirut” scrisse il Wall Street Journal, mentre un allarme generale della Polizia citato dai giornalisti descriveva i sospetti come “apparentemente mediorientali” e con “capelli neri e barbe”. Tuttavia l’attentatore era statunitense, sbarbato e dall’aspetto tipicamente americano, come una madre e la sua torta di mele.

Peter Laufer © Slow News

Fare affidamento su notizie e fonti di notizie che si siano dimostrate affidabili.
Questa semplice regola è la logica conseguenza del cercare notizie e commenti che offrono un punto di vista diverso dal proprio. Dal momento che un giornalista non possiede scorte commerciali diverse dalla propria credibilità nessun equivalente in pubblicità, auto-promozione, vanteria o altra iperbole può compensare la perdita della fiducia del pubblico. E questa fiducia deve essere costruita nel tempo e non compromessa.

Una tecnica collaudata per trovare e testare fonti di notizie affidabili è quella di consumare una grande varietà di notizie che riguardano due tipi di argomenti: notizie che si conoscono nel dettaglio grazie all’esperienza personale e notizie che sono completamente oscure per il consumatore.

Ecco un semplice esercizio del Movimento Slow News: scegli una notizia su un fatto di cui sei stato testimone o parte in causa, o che hai studiato in modo tale da sentirti sicuro di comprendere la maggior parte dei suoi aspetti e delle sue particolarità, i suoi personaggi e le ambientazioni. Poi seleziona giornali ed emittenti, blogger, pagine Facebook, account Twitter – l’intera filiera di venditori di notizie – e immergiti nelle storie che questi propongono su quel tale fatto. La cosa migliore è fare questo esercizio nel tempo, con diversi esempi di fatti e notizie. Probabilmente, già dopo aver provato la prima storia, scoprirai che ci sono alcuni media in cui avvertirai una certa familiarità relativamente a come quella storia – che conosci bene – è stata presentata al pubblico. Quelle fonti dovrebbero entrare nella TUA LISTA di dove, e a chi, rivolgersi quando vuoi sapere cosa succede di nuovo.

Un secondo espediente per trovare le tue principali fonti di notizie è scegliere una manciata di storia su cui non hai alcuna familiarità, che ti interessano ma che non hai vissuto né studiato. Fai lo stesso esercizio. Esponiti ad un’ampia varietà di rapporti e resta fedele a quelli che reputi abbiano svolto un lavoro superiore alla media per spiegare un problema a te nuovo, resistenti alla prova del tempo. Assicurati che questi continuino nel corso del tempo a soddisfare le tue esigenze in materia di informazione, riportando nelle notizie la continua evoluzione del mondo.

I consumatori di notizie devono dimenticarsi dell’oggettività e cercare invece equità, chiarezza ed accuratezza nell’informazione. Equità significa trattare credibilmente e con rispetto punti di vista opposti; senza equità le notizie sono semplice propaganda: possono essere interessanti e anche di valore ma falliscono il test per una dieta quotidiana di notizie. Senza accuratezza, o comunque senza un slancio verso la precisione, un notiziario diventa cattiva informazione o disinformazione. Senza chiarezza un notiziario è una perdita di tempo. Un notiziario serpeggiante e confuso, sopratutto nell’era moderna di sovraccarico permanente di informazioni, non merita il nostro tempo.

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