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Chiapas, camminare domandando – Seconda parte

La seconda parte del nostro slow-reportage sulla ribellione del Chiapas e il movimento zapatista è una parte più d’azione rispetto la precedente. Nel tempo passato a Olga Isabel il clima ha cominciato a scaldarsi e la tensione a crescere: in quei giorni le riunioni tra combattenti e leader della comunità erano quasi quotidiane. L’estate del 2003 è stata un’estate di profonda trasformazione per il movimento e la lotta zapatista in Chiapas: le municipalità ribelli si trasformarono in caracoles (letteralmente “lumache”), nome scelto per simboleggiare il lento, ma determinato, cammino degli stessi zapatisti verso la libertà e la giustizia sociale, come esseri umani prima ancora che come comunità.

In quei giorni di riunioni continue e cambi di strategia, di cui noi osservatori internazionali eravamo poco informati e assolutamente per nulla coinvolti, la tensione era palpabile: il flusso di camion militari, auto della Polizia e, in generale, della repressione che esternamente alla comunità si evidenziava sempre di più mise noi osservatori in allarme generale.

I Caracoles

18 luglio 2003, Escuelita Autonoma “11 de febrero”, ore 12:01. Il maestro della scuola si chiama Eliazar, è un ragazzo dagli occhi vispi e le mani nodose da contadino, e svolge la lezione in tzeltal e in spagnolo. Oggi è venerdì e Eliazar, alla fine della lezione, ha dato a tutti appuntamento a hic, cioè mercoledì.
Siamo stati accolti molto calorosamente dagli scolari e dal maestro. La scuola altro non è che una capanna di legno in mezzo alla foresta, oltre la collina, proprio sopra il nostro accampamento. La lezione è quasi interamente in lingua tzeltal, Eliazar traduce la lezione in spagnolo per renderci partecipi e gli esercizi, scritti, si svolgono interamente in spagnolo, per noi ospiti e per gli studenti. L’argomento della lezione è la coltivazione del mais: come si piante e come si cura, come è composta la pianta e quale è il nome e la funzione di ogni parte, etc. Devo dire che è stato tutto molto utile.
Sul finire della lezione i bambini hanno cantato dell…

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