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Cibo cattivo o cattiva informazione?

«Aumento della richiesta di miele», «uso di additivi» e «moltiplicarsi di losche pratiche»: a mettere in correlazione questi tre fattori è la prima puntata di Rotten, docuserie prodotta da Netflix che, come recita la sua descrizione ufficiale, «analizza in profondità la catena alimentare, rivelando verità sgradevoli e portando alla luce le forze nascoste che plasmano il nostro cibo».

Niente complottismi; piuttosto, il racconto di una realtà che in genere rimane ben nascosta agli occhi del consumatore, ma della cui esistenza lo stesso consumatore può diventare un inconsapevole complice a causa di un fenomeno sotto alla luce dei riflettori ormai da tempo: il dilagare delle fake news.

Ascoltando attentamente quello che viene raccontato proprio nella prima puntata di Rotten è facile rendersene conto. «Il consumo di miele è cresciuto in tutto il mondo per due semplici ragioni», spiega Norberto Garcia, presidente dell’Organizzazione Internazionale Esportatori di Miele: «Perché la popolazione umana sta aumentando ed è cresciuta l’importanza dei prodotti più naturali. Il miele è un ingrediente che dà un valore aggiunto al prodotto perché gli conferisce una connotazione naturale. Perciò al nome miele si associa un valore aggiunto».

E in effetti basta una ricerca su Google utilizzando la chiave «miele proprietà» per incappare in espressioni a dir poco accattivanti come «straordinarie proprietà curative».

La voce narrante della stessa puntata di Rotten dice però anche che il nostro corpo processa il miele più o meno come lo zucchero comune. E in diversi casi chi racconta che il miele sarebbe un dolcificante migliore perché contiene fruttosio non ricorda anche che secondo gli esperti di nutrizione l’uso di questo zucchero (così come quello di alimenti, bevande e sciroppi di mais che lo contengono) dovrebbe essere limitato per ridurre il rischio di problemi seri come la sindrome metabolica.

Così quelli che in Rotten vengono definiti «i consumatori più esigenti» finiscono per cercare miele in tutte le salse – e di conseguenza i produttori alimentari lo usano per dolcificare numerosissimi cibi, dai prevedibili biscotti al meno ovvio prosciutto. «L’industria del miele», spiega Rotten,

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