Blendle, seconda parte

La settimana scorsa abbiamo mostrato come si può richiedere il plugin di Blendle per il proprio sito su WordPress. Blendle, per capirci, è una piattaforma per contenuti digitali che consente la monetizzazione attraverso micropagamenti (è spiegato bene qui). Ora, invece, vediamo cosa succede una volta che da Reporters Online (il gruppo di giornalisti olandesi che ha sviluppato il plugin, in collaborazione con la stessa Blendle), arriva l’autorizzazione.

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Primo: ti arriva una mail. Nel nostro caso, è arrivata appena 22 minuti dopo la richiesa.

Nella mail c’è scritto questo.

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Praticamente, ti fanno un login sul loro WordPress. Poi puoi scaricarti il plugin (è caricato su un Google Drive. Io non sono riuscito a scaricare lo zip, ho scaricato l’intera cartella. Poi l’ho zippata, ora vediamo il perché).

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Installazione del plugin

Una volta che ho zippato la cartella, ho usato il meccanismo di installazione dei plugin classico di WordPress.

Cioè: Plugin –> Aggiungi nuovo –> Carica plugin.

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Ecco perché l’avevo zippato: per caricare il plugin serve che la cartella sia uno zip. Ovviamente è andato tutto come doveva.

WordPress ha spacchettato lo zip.

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Il plugin, a questo punto, me lo sono ritrovato nella colonna di sinistra del pannello di gestione di Wolf. Si chiama RO Blendle Button. 

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Login

Ci si logga con le proprie credenziali, comunicate in fase di creazione dell’account su Reporters Online.

Settings

I settaggi. Vale la pena di vederli velocemente. C’è una cosa importante che ti devi ricordare, però. Il plugin agisce solo ed esclusivamente sulla pagina del post che pubblichi e che vuoi mettere sotto pagamento tramite Blendle. Questo significa, molto semplicemente, che se non usi la tag <!–more–> (quella che in WordPress genera il «Leggi tutto»), in homepage del tuo sito troverai l’articolo integrale, free. Il che non ha molto senso.  Giusto?

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Dicevamo dei settaggi. Ho fatto in modo che i pezzi fossero sempre leggibili dagli admin di Wolf. Inoltre, una volta che sarà implementata l’automazione che consentirà a tutti gli abbonati di Wolf di avere un’utenza sul nostro WordPress, diventerà tutto molto più facile: mi basterà abilitare alla lettura di qualsiasi pezzo tutti coloro che hanno un’utenza su Wolf. E gli altri, invece, dovranno pagare attraverso Blendle per il singolo articolo.

Ho impostato il plugin in modo che mostri due paragrafi (in realtà un’immagine e un paragrafo) e ho escluso il pezzo dal feed di Wolf.

Per il resto, non ho toccato l’impostazione che consente di vedere l’overview dei pezzi, perché al momento ce n’è solo uno. Quanto agli scritp, dovrò studiare. Al momento non mi servono.

Come si usa?

Finito di sistemare i settaggi, è il momento di usare il plugin. Dove lo trovi? Semplice. Basta aprire un nuovo post (ma c’è anche sui vecchi in archivio) ed ecco che in alto a destra, accando alla barra del titolo, si trovano due caselline da spuntare se si vuole attivare il pagamento sul proprio sito e se si vuole anche mandare il pezzo sulla piattaforma di Blendle.

Schermata 2016-05-08 alle 15.01.58Si spunta ciò che si desidera. Fine dei giochi.

Come appare il pezzo

Online, si vede questo. Cioè, il post troncato dopo paragrafo e immagine (ho scelto io di fare così, semplicemente mettendo l’immagine dopo). Sotto all’immagine, ecco il pulsante per loggarsi con Blendle e, eventualmente, comprare il pezzo.

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L’overview

La sezione overview ti mostra la situazione dei tuoi pezzi (in verde se è tutto ok col plugin e con la piattaforma di Blendle, qualora avessi scelto anche quell’opzione).

I guadagni (aggiornati a mano)

Come puoi leggere nella sezione overview, per il momento l’aggiornamento delle tue vendite viene effettuato trimestralmente. A Reporters Online lo fanno a mano (!).Schermata 2016-05-09 alle 23.38.36

Questo, in un certo senso, è molto confortante anche per il gruppo di lavoro di Slow News e Wolf e insegna che quando si vuole partire con un progetto, sì, sarebbe meglio non fare errori e pianificare l’automazione di tutto. Ma a volte l’urgenza e il bisogno di fare devono avere la meglio.

Versione ufficiale

In ogni caso, a breve arriverà una versione ufficiale del plugin, rilasciata in collaborazione con WordPress. Me lo ha scritto
Jan-Jaap Heij, fondatore di Reporters Online e fautore del plugin di cui stiamo parlando. Sì, perché chiaramente dall’Olanda sono contenti del fatto che in Italia qualcuno stia usando il loro strumento. Perché è la dimostrazione che si può utilizzare in tutto il mondo.

Micro e macro

Come dicevo nel pezzo di spiegazione su Blendle, di fatto siamo i primi in Italia a utilizzarlo. Il che da un lato è scoraggiante se si pensa all’ennesima occasione non ancora cavalcata dai grandi (ma anche medi e piccoli) editori. Dall’altro è confortante perché significa che le praterie per i piccoli progetti sono vaste e inesplorate e bisogna a tutti i costi essere pionieri.

Questo significa anche dichiarare gli intenti. Se fra gli addetti ai lavori abbonati a Wolf si spargesse il passaparola, se giornalisti, blogger, comunicatori di professione iniziassero a usare la piattaforma, ecco che la massa critica si potrebbe raggiungere dal basso.

Non è una soluzione da sola, non facciamo quelli che pensano che si possano risolvere i problemi con una bacchetta magica. E di sicuro può far più bene a Blendle che al singolo. Ma anche col singolo potrebbe non scherzare affatto. A volte, dietro masse di micro si nascondono macro opportunità.

Se vuoi contrinbuire al raggiungimento della massa critica, se vuoi proporci contenuti da pubblicare qui per provare a monetizzarli tramite Blendle, se hai semplicemente domande o osservazioni, parliamone.

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