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Il manuale, la trappola, l’amuleto: introduzione agli Scarabocchi

di Alessio Trabacchini

Che cosa sono Gli Scarabocchi? Il fumetto meno cinico del mondo; un groppo in gola che si scioglie in risata; la stessa risata che si raggruma in groppo e ti si ferma in gola; una preghiera bianca travestita da bestemmia; il deposito non smaltibile della vita quotidiana; una manifestazione di omeopatia terminale; la coazione a ripetere di un titanismo aforistico; l’avanguardia estrema della lotta per l’emancipazione del disegno; un amuleto gnostico per sopportare l’esistenza…

Questo e altro, ma, scendendo alla radice: un modo di guardare le cose, prima, e di disegnarle, poi. Questo libro spiega tutto. Passo per passo. Ecco allora come nasce uno Scarabocchio – per strada, fragile, inerme –, come funziona – una sorta di trasfigurazione inversa del reale – ed eccolo dispiegato nei suoi elementi costitutivi: la preparazione, la storia, il disegno, il ritmo, la fine. (Finire è la cosa che Gli Scarabocchi fanno più spesso ed è la fine, più di ogni altra azione fatta o subita, ad assimilarli agli esseri umani).

Un manuale, dunque. O forse una trappola, perché ogni cosa, dentro un libro degli Scarabocchi, diventa scarabocchio: realtà, simbolo e rappresentazione. Questo libro è uno scarabocchio. E noi che lo leggiamo, anche. Maicol & Mirco ci hanno consegnato un amuleto a orologeria, sarà meglio che cerchiamo anche noi di farci venire in mente qualcosa di divertente.

Fine.

Questo è testo, scritto da Alessio Trabacchini, è l’introduzione del volume Raccontare tutto, ma proprio tutto, con gli Scarabocchi di Maicol&Mirco, edito da Slow News. Per comprare il volume, corri qui.

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