Episodio 1. Stanno uccidendo le librerie indipendenti?

Qualche volta, quando il quartiere dove sorgevano è appetibile e affollato, è una cosa veloce, e in qualche modo fa meno male. Le insegne spariscono entro le prime due settimane ed entro altre due i locali, fino al mese prima occupati da migliaia di volumi, hanno già cambiato completamente faccia, trasformandosi in attività più lucrative: un ristorante, un bar, un negozio di CBD, qualche estemporaneo Temporary Shop, o, al peggio, uno di quei non luoghi automatici che offrono bevande al gusto di tè 24/7 e che alla lunga vanno a finire a far le veci di ciò che nei paesi più progrediti del nostro chiamano “stanze del buco”.

Altre volte, il cadavere della libreria si decompone più lentamente, perde pezzi poco alla volta, come il corpo di un ladrone esposto in una piazza medievale alla pubblica gogna. I giornali appesi alle vetrine invecchiano e si ingialliscono. L’insegna ribaltata diventa opaca come dagherrotipi dei tempi del West. Se si trattava di una libreria storica e ben radicata in un quartiere il cui tessuto sociale era ancora forte, nei primi tempi in molti si fermeranno davanti, come si fa con le tombe di chi ha la fortuna di lasciarsi dietro abbastanza gente che gli ha voluto bene, in altri casi, in altri quartieri più gentrificati o turistici, quelli in cui la clientela si è estinta prima ancora della libreria, al più le occhiate che le vetrine ormai spoglie riceveranno saranno quelle stranite dei turisti, che chissà cosa penseranno.

Categorie: Slow journalism

Hanno ucciso la libreria Paravia? L’ultima vittima in ordine di tempo si chiamava Libreria Paravia, si trovava a Torino da più di 200 anni e lo scalpore che ha fatto, a cui sono seguiti i titoli dei giornali e una scia di dolore e lutto pubblico, anzi social, degno di un maestoso funerale, lo si deve soprattutto al fatto che potesse vantare di essere la seconda libreria più antica d’Italia. Fondata nel 1802, la prima della città, scrive il Corriere, la libreria torinese, rilevata da Pippo Calarco nel 1979, è arrivata fino a Sonia e Nadia, le due sorelle figlie […]

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