Precedente

Il terremoto dentro. La Fase Zero

Quando ad Amatrice arrivò il terremoto, Gaia aveva 24 anni e stava dormendo in camera sua a Rieti, 60 chilometri dall’epicentro. Quando tutto iniziò a tremare e gli oggetti iniziarono a cadere dal tavolo e dalla libreria, la prima cosa che pensò fu quella di star sognando di nuovo il terremoto de L’Aquila, che anche quella volta fece tremare e cadere tutto quanto.

Del resto sotto le macerie della Casa dello Studente due suoi amici ci persero la vita, e in quell’agosto del 2016 ancora le capitava di frequente di avere incubi legati a quella notte. «Solo che questa volta era più verosimile, era anche quasi alla stessa ora, e tremava tutto come fosse per davvero», racconta.

***

Testi e interviste di Gabriele Cruciata, foto di Marta Clinco.

Categorie: Reportage

Il terremoto c’era per davvero, e quella notte uccise 300 persone. Le ore immediatamente successive al sisma furono molto confusionarie anche a Rieti, che pure si trovava sufficientemente lontana dall’epicentro per evitare vittime e crolli ingenti. «Tutti erano scesi per strada a notte fonda» ricorda Gaia, «e dopo pochi minuti già sapevamo che Amatrice era distrutta. Su Google non si trovava niente ma in quel caso le voci corsero più veloci di internet». Amatrice è sempre stata un vanto per i reatini. Vicina al confine con l’Abruzzo, era una meta popolare non solo per le vacanze nelle seconde case ma […]

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi seguiti da un asterisco sono obbligatori.

Puoi usare questi tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>