Il valore del tempo

Categorie: Metodo

Il primo “comandamento” di Slow News, fa così:

«Il tempo è l’unica ricchezza che abbiamo».

Figuriamoci se un progetto che si chiama Il valore del tempo non avrebbe attirato l’attenzione di qualcuno che fa Slow News.

Ebbene sì, questa è la seconda parte della storia delle sardine portoghesi. Una volta che si casca nella “trappola” del prodotto-sardina così ben confezionato, disegnato, consegnato e venduto nel “Meraviglioso mondo della sardina portoghese”, dopo che hai pagato, ti viene consegnato un libriccino che ha l’aspetto di un passaporto.

E in effetti è un passaporto. Funziona così.

«Benvenuti a Lisbona! Questo passaporto ti poterà in una fantastica esperienza nella nostra città e ti offrirà anche una ricompensa. Il marchio Valor do Tempo ® (“Valore del tempo”) è rappresentato in sei diversi negozi in centro e per ciascuno di essi, dopo che hai visitato e acquistato, riceverai un timbro “Valor do Tempo ®”.

Dopo che avrai ottenuto i 6 diversi timbri, la ricompensa è lì ad aspettarti».

Il premio è il boccale del Museo della birra – che, per inciso, è anche un bar dove bevi birra e un ristorante, fra i più costosi della pur economica Lisbona. Anche il Museo della birra ripropone il concetto del viaggio nel tempo.

Dell’esperienza fanno parte anche la Casa Porguguesa do Pastel de Bacalhau, la Fabrica des Enguias, A Conserveira de Portugal e, naturalmente, il Meraviglioso mondo della Sardina portoghese.

Nel passaporto c’è una pagina doppia dedicata a ciascuna delle attività commerciali di cui sopra e, alla fine, una mappa che ti indica come raggiungere i vari negozi.

Naturalmente, se per qualche motivo non puoi avere tutti e sei i timbri dei negozi, puoi comunque – figurarsi se si sarebbero lasciati sfuggire l’opportunità – comprarti il boccale celebrativo del Museo della birra.

Intendiamoci: il percorso con il passaporto non è certo un’idea originale. Ricordo, per esempio, di averlo sperimentato per la prima volta a Siviglia all’Expo del 1992: c’era un passaporto con il quale potevi collezionare i timbri di tutti i padiglioni (impresa impossibile ma divertente a volercisi mettere). E sicuramente ci saranno stati molti altri esempi analoghi, antecedenti a quello. È un po’ come la storia degli arditi dello spazio (un progetto del Corriere della Sera con Buitoni e Perugina) che ci fa scoprire, se la rileggiamo, che i giornali, per esempio, hanno fatto sempre uso della profilazione e hanno sempre usato tecniche di lead generation, anche quando non la si chiamava così.

Ma qui parliamo di un gruppo che ha evidentemente trovato il modo di costruire una propria identità (integrata: è sia online che offline), di sfruttare l’onda emozionale, di creare esperienze per i turisti e di veicolare valori che sono coerenti con un impianto produttivo (prima ancora che comunicativo) con i concetti veicolati:

  • tradizione locale
  • il tempo come ricchezza valoriale
  • la bellezza

Partendo da qui, se guardiamo il percorso fatto e il risultato finale, possiamo dire senz’altro che la coerenza fra comunicazione, esperienza e prodotto è ai massimi livelli. Ecco cosa intendiamo, in pratica, quando diciamo che, fra le buone pratiche, bisogna

  • partire dalla propria storia aziendale per scegliere i contenuti possibili
  • coerentemente, scegliere le piattaforme (il sito, i negozi sono piattaforme)
  • imparare dalle buone pratiche senza per forza adottarle (qui c’è una declinazione originale e personale di molti concetti che riguardano design, comunicazione, studio della user experience)

La lezione del valore del tempo – sia il brand sia il suo stesso senso – è da riconoscere per copiare tutto quello che c’è di buono. E no, non vuol dire che da domani tutti vestiti da direttori del circo e tutti con i passaporti per far fare un tour in città alle persone, per carità!

Vuol dire che la storia, anche quella recente, anche quella della sbornia digitale del tutto facile ci insegna che la speranza di successo è direttamente proporzionale alla quantità di tempo e di energie che si dedicano seriamente alla progettazione coerente del prodotto e della sua strategia di comunicazione e poi – ma solo dopo – alla sua messa in atto.

La lezione del Meraviglioso mondo delle sardine e del Valore del tempo è, prima di tutto, una lezione di metodo e di progettazione.

(AP)

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi seguiti da un asterisco sono obbligatori.

Puoi usare questi tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>