Libia, la chiamata alle urne è una chiamata alle armi

Categorie: Slow journalism

«Elezioni entro il 2018» diceva Ghassam Salamé, inviato speciale per le Nazioni Unite in Libia, a margine di una conferenza di tre giorni sul Mediterraneo organizzata a Roma dal Ministero degli Esteri i primi di dicembre. All’epoca questa possibilità non era già più una notizia: da almeno 8 mesi circolavano voci, dentro e fuori la stessa Libia, circa l’esigenza di un consenso elettorale per mantenere al potere il governo tripolitano di Fayez al-Serraj, instaurato e sponsorizzato dall’ONU ed alleato di Unione Europea ed Italia. In un Paese provato da sette anni di guerra civile però l’eventualità di una chiamata alle […]

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