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SEO Mediterraneo

Virginia, un’abbonata di Wolf, ha parlato della sua intenzione di fare un po’ di «compiti delle vacanze» in vista del corso SEO di Wolf del 6 settembre a Milano (ci sono ancora pochi posti disponibili!).

Sul suo blog, uno dei temi che tratta è il Mediterraneo. Così, ha chiesto qualche consiglio nel nostro gruppo di conversazione su Facebook.

«Il mio blog ha tra i temi principali il Mediterraneo. Uno dei post più letti di sempre un post che si intitola “Storie dal Mediterraneo” (credo perché utilizzai l’immagine ben taggata di una mappa del Mediterraneo).
Ora sono per 10 giorni a Pantelleria e vorrei provare a fare un calendario di una decina di post per arricchire i segnali intorno al tema. Come scelta di parole chiave ha senso avere “Pantelleria” e le varie code lunghe o devo invece lavorare su Mediterraneo per state fedele al macro-tema?
Niente di urgente Ma se avete tempo mi farebbe piacere avere qualche dritta o percorso di pensiero… O magari è una domanda per il corso ;)»

Per prima cosa sono andato a guardare la prima SERP che mi è venuta in mente, cercando su Google «storie dal Mediterraneo». Sembrerà una query banale, ma ha oltre 700mila occorrenze. Eppure il blog di Virginia è in quarta posizione – naturalmente, la ricerca è da finestra anonima – prima addirittura del sito della Rai.

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Quello indicizzato e posizionato è un post del 2012. Significa che a Google «è piaciuto» (per svariati motivi) per quella chiave di ricerca lì (che è anche il titolo del post. Cambiando la query in storie del mediterraneo o storie mediterranee il risultato cambia drasticamente e il blog di Virginia non si trova). Da qui potrebbero venire mille idee.

Tanto per cominciare, su quella pagina si dovrebbe lavorare per potenziare tutti i segnali per Google relativamente all’ambito semantico di «storie» e «Mediterraneo». Si potrebbero inserire altre immagini compilando correttamente tutti i campi e variando le keyword nel nome del file e nelle descrizioni delle immagini stesse. Si potrebbe aggiungere contenuto, ordinatamente diviso in paragrafi. Si potrebbe, insomma, fare un lavoro di ottimizzazione arricchendo il contenuto.

Ma nulla di tutto questo si può fare se prima non si chiariscono gli obiettivi. Così ho chiesto a Virginia (è quel che dovrebbe fare qualsiasi consulente, non solo SEO)

«Che obiettivo ti poni?
Ovvero, per restare in tema SEO-Google: vuoi che i tuoi post vengano teovati (e dunque letti) da quali persone? Da persone che cercano quali keyword e dunque quali argomenti?»

Queste domande, per me, sono fondamentali per qualsiasi progetto SEO. Chi devono essere i miei lettori? Chi i miei clienti? Chi si deve interessare a me? Che cosa devono cercare su Google le persone che devono trovarmi? Perché e con quali obiettivi?

Nella mia paginetta dedicata al mio border collie il tema è semplice: desidero attirare sul mio sito altri proprietari di border collie (e parto da una cosa che conosco: il suo carattere). Nella mia pagina dedicata all’algoritmo di Facebook, ci risiamo: voglio attirare utenti che siano interessati ad aggiornamenti e funzionamento dell’algoritmo di Facebook.

Cosa interessa a Virginia?

Lei mi risponde così:

«La domanda e le osservazioni di cui avevo bisogno Alberto. Le persone che vorrei che trovassero il post Sono persone interessate alla cultura mediterranea più che alle vacanze nel Mediterraneo. Ho preso come modello il tuo articolo per Wolf. sul Giubileo [qui la prima parte, ndr]. Le key word suggerite da Google su Pantelleria sono prevalentemente legate al turismo. Ma potrei intrecciare Pantelleria e Mediterraneo. Vedremo cosa verrà fuori ;)»

A questo punto, per me il gancio è irresistibile. Senza sapere quali siano le effettive competenze e conoscenze di Virginia sul tema, inizio a giocare con le parole chiave, a guardare le correlazioni suggerite da Google,mi faccio un paio di giri su Ubersuggest, ma il punto mi è più che chiaro.

La keyword che interessa a Virginia l’ha scritta lei stessa «inconsciamente». Cultura mediterranea.

Da qui si potrebbe immaginare un intero piano editoriale dedicato al tema.

Per esempio, si potrebbe costruire una pagina principale che si chiami, appunto, cultura mediterranea (linkata dalla pagina del blog di Virginia che è già ben posizionata per un argomento affine: su quella pagina bisognerà comunque lavorare. L’alternativa potrebbe essere proprio puntare a posizionare quel post anche per la keyword «cultura mediterranea», ma non la considero perché in realtà quel Cultura mediterranea mi piacerebbe tanto fosse una pagina-archivio. Una categoria di WordPress, per capirci, o simili).

La SERP lascia pensare che si possa facilmente scalare. Da cosa si capisce? Ne parleremo meglio il 6 settembre dal vivo, perché è più semplice. Ma in generale, osservando la SERP derivante dalla query «cultura mediterranea» possiamo notare che ci sono pochi risultati molto pertinenti. C’è un’Associazione, un Premio. Al primo posto c’è addirittura un sito che si occupa di… posizionamento SEO! Insomma. Si può fare.

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E, tutto sommato, penso che si potrebbero vedere buoni risultati in tre-quattro mesi, lavorandoci con cognizione di causa.

Lavorarci con cognizione di causa significa, tanto per cominciare, fare un piano editoriale sensato.

Si può partire «dall’alto» e da quelli che potrebbero essere i temi principali (non serve nemmeno Google per farceli suggerire: storia, religione, arte, letteratura, gastronomia…). Si può partire dal basso e da conoscenze specifiche (per esempio, parlare di Pantelleria e di come si inserisca nella cultura mediterranea, quali storie, quali elementi peculiari declinano e identificano la presenza di Pantelleria nel Mediterraneo e nella sua cultura).

C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Meglio evitare tutte le keyword  «turistiche». Ed è assolutamente impensabile posizionarsi per la keyword «Mediterraneo» con uno sforzo plausibile e limitato (per capirlo, guarda la SERP corrispondente). Ma d’altra parte, a che servirebbe posizionarsi per la keyword «Mediterraneo»? Forse solo ad attirare masse di lettori interessati a qualcosa che potrebbe essere troppo diverso dall’offerta del blog di Virginia.

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