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Cosa fa Slow News ai tempi del Coronavirus?

Abbiamo fondato Slow News e predichiamo da anni il bisogno di rallentare, di togliere dalla nostra dieta le cosiddette breaking news e di mettere in pratica una dieta informativa. È vero, ma ciò non vuol dire che di fronte alle emergenze vere, come quella inedita e epocale che stiamo vivendo tutti insieme in questi giorni a causa della pandemia di Covid-19, ci ritiriamo impotenti o cambiamo la nostra filosofia. Anzi, tutto il contrario.

Essere slow vuol dire anche prepararsi a questi momenti, per non avere fretta, per avere gli strumenti e le procedure da mettere in atto quando ogni cosa crolla e il centro sembra non reggere.

Lo pensiamo da sempre.

Per questo nel 2016 abbiamo tradotto il Verification Handbook, un manuale curato dall’European Journalism Centre, che spiega come verificare le informazioni e i contenuti generati dagli utenti durante terremoti, attentati e vere emergenze collettive. E per questo, durante questo periodo difficile per tutti abbiamo da subito messo le nostre capacità, il nostro tempo, le nostre competenze e le nostre energie in progetti che potessero essere utili a tutti.

Non lo abbiamo fatto e non lo stiamo facendo da soli. Quello che abbiamo costruito negli ultimi 6 anni insieme alle persone che ci sostengono è una comunità, una rete di persone con tante competenze e sensibilità diverse. È anche insieme a tutte loro che stiamo progettando e mettendo in pratica quello che abbiamo imparato fino a qui.

Questa è la lista di quel che abbiamo fatto fin qui, e la terremo aggiornata fino a quando tutto questo sarà passato e finalmente potremo tornare ad abbracciarci per davvero, a festeggiare la fine di una delle più grandi prove che ci siamo mai trovati ad affrontare come individui e come comunità, a brindare a un nuovo inizio che abbiamo il dovere di cominciare già a costruire tutti insieme.

Covid19Italia Help: è un progetto aperto di condivisione di informazioni utili e verificate che nasce grazie al lavoro di uno straordinario gruppo di attiviste e attivisti che possiamo chiamare civic hacker (Matteo Tempestini, in questo pezzo, spiega uno dei principi del civic hacking, l’AGOPENDI. Aggrega, apri, distribuisci). Il progetto è sostenuto anche da Action Aid. Lavorano, a titolo volontaristico, un centinaio di persone che mettono le proprie competenze e il proprio tempo a disposizione della comunità a titolo completamente gratuito.

Pillole grafiche con consigli messi insieme discutendo all’interno della nostra comunità di lettrici e di lettori. Le trovi tutte sulla nostra pagina Facebook in un album speciale. Falle girare se credi che possano essere utili!

Dei nuovi episodi speciali della serie Emergenza!, dedicati a quello che stiamo vivendo e leggibili anche da chi ancora non ci sostiene.

Delle dirette, sempre dalla nostra pagina Facebook, per dare la parola a psicologi che possano darci consigli utili per salvaguardare, oltre alla salute fisica, la salute mentale nostra e delle persone a cui vogliamo bene.

Brevi editoriali di Alberto Puliafito per condividere la propria esperienza pregressa in campo di emergenze anche a chi non fa ancora parte della comunità di Slow News, anche questi pubblicati sulla pagina di Facebook per permettere la loro diffusione e la lettura a tutti.

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