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Cristo è rimasto a Eboli

«La distesa sconfinata delle argille, con le macchie chiare dei paesi, fino ai confini del mare invisibile. Alla mia destra, a mezzanotte, scendeva la frana sul burrone rinchiuso fra i monti, che mostravano la loro faccia spelacchiata e brulla […] dei paesi vaghi nella distanza, e più in là ancora i borghi degli albanesi, sulle pendici del Pollino, e dei monti di Calabria che chiudevano l’orizzonte. Ed ogni intorno altra argilla bianca senz’alberi e senz’erba, scavata dalle acque in buche, in coni, piagge di aspetto maligno, come un paesaggio lunare e da ogni parte non c’erano che precipizi di argilla bianca, su cui le case stavano come librate nell’aria»
Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli

© Slow News

Salire la strada che conduce a Craco, in provincia di Matera, è come arrampicarsi sulla creta, lungo le parole in prosa del capolavoro di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli”. Non è un luogo comune, Craco, e non è una citazione da luogo comune quella del libro di Levi. Craco è una città fantasma nel cuore del deserto lucano dei calanchi, sbuffi di argilla che tutt’attorno salgono come pennacchi di fumo grigio, quasi come muovendosi, gonfiandosi e liquefacendosi tra un ciuffo d’erba e la creta di cui sono composti. Questo borgo antichissimo si trova a 390 metri sul livello del mare e se si riesce a fendere il calore con lo sguardo guardando verso sud-ovest si possono vedere in lontananza le tre cime del monte Pollino. «È terra di Calabria quella» penso mentre, volgendo lo sguardo dall’altro lato, verso sud-ovest, in lontananza compaiono le cittadine di Pisticci e Ferrandina, arrampicate su aspri colli di calcarenite, fortezze inespugnabili persino al trascorrere del tempo.

Craco è diventata famosa nel 2010, quando Rocco Papaleo ha girato il film Basilicata Coast to Coast, e lo è diventata per quella che oggi definiremmo “fake news”: «Craco è stata abbandonata in seguito a una frana accentuata dalla costruzione della rete fognaria: non ha retto la modernità. A me piace pensare che l’ha rifiutata» recita il regista e attore lucano passeggiando lungo una delle vie silenziose del borgo antico. La scena, in totale, dura meno di un minuto ma riesce, in così poco, a dare un’informazione profondamente errata allo spettatore.

La città di Craco nacque circa 800 anni prima di Cristo, probabilmente quando i coloni greci di Metaponto si trasferirono nell’entroterra per sfuggire alle zanzare e alla malaria della piana. A differenza di Matera, che si raggiunge in circa 50 minuti percorrendo la provinciale 176 e la statale Basentana, Craco in età paleolitica non esisteva e nessuno, qui, ha scavato la roccia: a Craco la roccia è stata plasmata dal tempo, ed è questa la …

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