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Di cosa parliamo quando parliamo di cancel culture?

Da aprile del 2020, più o meno, anche in Italia si è cominciato a parlare di “cancel culture”. Qui cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Questo percorso fa parte di un progetto sperimentale di Slow News.

Come funziona?
Questo pezzo è in evoluzione continua: lo puoi leggere mentre lo prepariamo, seguirne la nascita, lo sviluppo; puoi fare domande o considerazioni, richieste o osservazioni.

Le regole per commentare?
Semplici: ci rispettiamo a vicenda.

In questo momento siamo in fase di raccolta appunti e di formazione della scaletta. Stiamo lavorando ad alcuni paragrafi, grazie ai commenti delle persone che sono già passate di qui, tutti incorporati all’interno del documento condiviso a disposizione di tutte e di tutti coloro che vorranno collaborare a questo esperimento.

Howard Wolowitz: «Look at her status update. 
She’s saying she dumped me; people need to know I dumped her.

Rajesh: «But she did dump you». 
Howard: «Grow up, Raj. There’s no place for truth on the Internet»
The Big Bang Theory, Season 2 Ep 21 (2009)

Da aprile del 2020, più o meno, anche in Italia si è cominciato a parlare di “cancel culture”. Qui cerchiamo di capire di cosa si tratta. 

Sì, ma perché ci interessa? 

Ci interessa prima di tutto perché se ne parla. Ci interessa perché la politica usa questo termine e perché lo usano molte persone nella conversazione social. Ci interessa perché intorno al concetto di cancel culture si costruiscono prese di posizione, conversazioni, analisi di fenomeni, articoli giornalistici che spesso diventano virali e che possono avere conseguenze nella comprensione della contemporaneità e della realtà da parte delle persone. 

Alla ricerca di una definizione condivisa: il percorso

«Mi fai un esempio di cancel culture»?

È quel che ho chiesto in due momenti distinti su Facebook (qui e qui), per capire qual è la percezione rispetto a un argomento di cui l’infosfera italiana parla molto spesso di riflesso rispetto al dibattito americano. Ho ricevuto una serie di risposte di vario genere. I casi specifici che mi sono stati indicati sono molti e di vario genere, recenti e passati.

Per ciascuno offro almeno un link di approfondimento. In alcuni casi, c’è un’operazione di ricostruzione da parte dei media completamente sbagliata (ad esempio, moltissimi hanno scritto che la biografia di Roth è stata mandata al macero. Non è così).

Se hai un caso da aggiungere alla lista, dei commenti da aggiungere, dei suggerimenti, delle fonti o qualsiasi altro pezzettino di questa storia che credi sia importante per scrivilo in questo documento convidiso su Google Doc.

A che punto siamo coi lavori?

Ora questo contenuto anticorpo è in fase di lavorazione collettiva, man mano che le parti di cui si compone saranno pronte le pubblicheremo qui a disposizione di tutti.

Nel frattempo, questo è l’indice delle cose a cui stiamo lavorando insieme alle lettrici e ai lettori che ci stanno aiutando:

Cosa posso dire fin qui dagli esempi ricevuti?
La definizione secondo il mondo U.S.A.
Cancel culture o call-out culture?
Cancellazioni che non lo erano
Cancellazioni “dal basso”
Cancellazioni “dall’alto”
Altre cancellazioni, tipo le statue di Colombo
Cancel culture e free speech
Cancel culture e il politicamente corretto
Cancel culture o consequence culture?
Cosa c’entrano le battaglie inclusive con la cancel culture?
A proposito, l’inclusività linguistica serve?
Il punto di vista che non è mai rappresentato

Riferimenti bibliografici
Articoli
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