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Bonus Track – Di tutta l’erba un «fascio»

Nella notte tra il 24 e il 25 marzo 2017 ad Alatri, in provincia di Frosinone, è successo un fattaccio brutto. Un pestaggio violento che ha portato alla morte, dopo ore di agonia, di un ragazzo di 21 anni: Emanuele Morganti.

Un episodio orribile, di cui da ormai un anno se ne sta occupando la magistratura e che appartiene agli innumerevoli casi di cronaca nera che tingono di rosso questo paese. Non è però di cronaca nera o giudiziaria che vogliamo parlare, ma è da questo omicidio che vogliamo partire per fare una riflessione – a poche settimane dalle ultime elezioni politiche che hanno visto la sinistra italiana fare il più feroce degli harakiri – su una serie di domande più generiche, che riguardano questo paese e che vedono nella tag cloud parole in grassetto come violenza e fascismo.

Parole che da troppo tempo si sentono in giro, azioni feroci che abbiamo sottovalutato, dato per scontato. «Abbiamo minimizzato il fascismo fino a ritrovarcelo nel governo e questo è il risultato», gridava all’indomani dell’esito elettorale Pape Diaw, attivista e referente della comunità senegalese a Firenze dopo la surreale morte di un suo connazionale, Idy Diene, freddato sul ponte Minnucci da un uomo, tale Roberto Pirrone che incapace di suicidarsi ha ben pensato di uccidere un altro uomo. Nero. Per finire almeno in prigione dice lui, «per vedere di nascosto l’effetto che fa», direbbe Jannacci.

È proprio così? Abbiamo minimizzato il fascismo? Abbiamo preso la questione sottogamba e adesso la questione ci ha preso alle spalle? Qualcuno dirà che stiamo esagerando, anche se la mappa interattiva – realizzata dal collettivo antifascista bolognese Infoantifa Ecn – dove vengono segnate tutte le aggressioni fasciste è passata da 106 dai primi giorni del 2018 a 153, ultima datata 5 marzo 2018. Si dirà che le porte del Parlamento a movimenti di estrema destra non si sono aperte, con le loro percentuali al di sotto del 3% (CasaPound Italia allo 0,9%, Forza Nuova – con la lista «Italia agli italiani» assieme a Fiamma Tricolore- allo 0,37%).

Si sono però aperte altre porte, meno istituzionali ma non per questo meno importanti, porte che sarebbero dovute restare serrate a tante mandate e che invece, vuoi per distrazione, vuoi per necessità, sono state lasci…

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