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EP0 – Prologo: perché una serie sul calcio femminile

Ci siamo accorti del calcio femminile solo un anno fa, quando la nazionale ha sorpreso tutti raggiungendo i quarti di finale del mondiale francese. La svolta a livello mediatico è stata nella fase a gironi, con 7 milioni di spettatori sintonizzati su RAI 1 e su Sky per Italia-Brasile.

Il mondiale è stato un successo enorme e inaspettato, a livello sociale e sportivo. Una bella spinta nella rincorsa a colmare il gap che ci separa da Germania, Francia, Inghilterra, Norvegia, Svezia e Olanda, dove le calciatrici tesserate sono più di 100.000 (a fronte delle nostre 25.000), e dalle inarrivabili statunitensi, campionesse in Francia e mai scese dal podio in 8 edizioni dei mondiali: un percorso iniziato nel 1972 con una legge che obbligava le scuole superiori e le università a investire nello sport femminile la stessa quota destinata ai maschi, e che in poco tempo ha portato a una nazionale di calcio fortissima – quando gli altri paesi ancora si stavano ancora interrogando sul potenziale del calcio femminile -, e a una lega professionistica che ha subito attirato le migliori giocatrici del pianeta.

La vera crescita qui da noi è iniziata solo nel 2015, con un programma di sviluppo federale che prevedeva l’obbligo per le società professionistiche di creare un settore giovanile. Le ragazze tesserate sono cresciute del 79% negli ultimi 5 anni, ma lo sviluppo di questo sport resta ancora abbastanza lento, con un giro d’affari non ancora sufficiente a supportare pienamente il movimento: le calciatrici guadagnano poco (non sono riconosciute legalmente come professioniste e spesso fanno un altro lavoro), si allenano meno e hanno a disposizione strutture più arretrate (fino a pochi anni fa le squadre giovanili erano pochissime: non era difficile trovare una ragazze costretta a giocare da sola coi maschi fino all’adolescenza).

Con i nostri tempi, però, stiamo arrivando anche noi. Aumentano le ragazze che giocano a calcio, le società sono sempre più organizzate e si sta espandendo anche la copertura mediatica: da questa stagione le partite di Serie A vengono tutte trasmesse su Timvision, alcune anche su Sky, come già accaduto a Marzo 2019 per Juventus-Fiorentina, che ha registrato un incredibile tutto esaurito con 39.000 biglietti staccati (seppur gratuiti). La Serie A, inoltre, è un torneo sempre più attraente per le calciatrici straniere, e la piramide dei campionati comincia ad avere una struttura competitiva ben stratificata, che prevede: Serie A e Serie B a girone unico nazionale da 12 squadre; Serie C nazionale divisa in 4 gironi interregionali da 12 squadre; Eccellenza e Promozione a carattere regionale.

Anche se ce ne siamo accorti da poco, tante ragazze trovano una strada per esprimersi attraverso il calcio da molti anni, partendo dalle realtà più piccole e amatoriali. Ho provato a esplorare le ragioni e i colori di un desiderio che non si è mai arreso.

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