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EP2 – La falegnameria Bolfra

Ci sono molti modi di descrivere un panorama. Puoi dire ad esempio che i dintorni di Firenze siano dominati da colline verdi a perdita d’occhio e cipressi abbracciati da un vento leggero. Ma se, come Marco, sei cresciuto nei distretti in cui al posto dei turisti ci sono sempre stati terzisti e capannoni, allora quel panorama cambia. «Quando ero bambino io, qui a Castelfiorentino c’erano i calzaturifici e allora tutti lavoravano in qualche modo alla produzione delle scarpe. Poi si è passati alle cornici in legno e allora tutto cambiava e spuntavano falegnamerie, poi è arrivata la produzione di camper, poi l’abbigliamento… insomma, si può dire che qui l’ambiente cambi a seconda del trend», spiega Marco Corsi, 60 anni e una vita passata nell’artigianato del legno. Non per lavorarlo, ma per gestirne gli ordini.

Ed è dal numero di ordini che si è accorto quando le linee di quel panorama fossero destinate a mutare ancora una volta. Stavolta però senza un nuovo e profittevole filone pronto a sostituire il vecchio.

È il 2009 e la fabbrica artigiana presso cui lavora, la Falegnameria Bolfra, non è più subissata di richieste di persiane come una volta. Quella delle persiane in legno era stata un’intuizione felice negli anni Ottanta e Novanta: specializzarsi nella loro produzione significava essere riconoscibili. «Era il nostro prodotto di punta. Solo che le vendite dipendevano dall’edilizia e dal mondo delle costruzioni. Le ditte infatti ordinavano ad altre falegnamerie specializzate i materiali, e queste a loro volta le commissionavano a noi. Con la crisi, l’edilizia è andata in tilt e gli ordini pian piano son diminuiti. Era il 2008, 2009 ed è iniziato il nostro periodo nero».

Marco lo racconta con una voce cavernosa e profonda, con le consonanti aspirate in modo elegante in stile “gorgia toscana”. È sera tardi quando ripercorre al telefono la storia dell’azienda di cui ora è socio-lavoratore, visto che dalle ceneri della vecchia Bolfra sei anni fa circa è rinata la Coop Bolfra, che è sempre un’azienda di lavorazione del legno ma salvata e gestita da una parte dei suoi ex dipendenti. A leggerla così sarebbe anche una storia di rivalsa, ma per arrivare a recuperare qualcosa che si dà ormai per perso, bisogna attraversare un processo poco piacevole fatto di paure, di cose più grandi di sé stessi, di scontri e persino abbandoni. Di questa storia si può dire che sia un esempio di ammutinamento sventato. Anche se a Castelfiorentino, nel panorama, il mare proprio non c’è mai stato.

Come un ecosistema dall’equilibrio fragile, in cui se anche un solo elemento scompare o viene alterato tutto il resto rischia di collassare, così il fatto c…

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