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Era solo l'inizio. Slow News e il cibo

Cominciò tutto così.

Eravamo giornalisti digitali, sommersi dalla quotidianità, immersi in un frullatore, persi a rincorrere l’ultima polemica, a buttar fuori contenuti prima degli altri per racimolare qualche click in più. Qualcuno di noi aveva competenze specifiche appetibili (tipo che sapevamo fare la SEO, o beccare il filone giusto per i social), avevamo ambizioni diverse ma sapevamo una cosa: non ne potevamo più.

Cominciammo a cercare alternative e venne fuori che qualcuno – un professore dell’Oregon, Peter Laufer – aveva pensato ad associare l’idea di rallentare alle notizie.

Aveva scritto Slow News – Manifesto per un consumo critico dell’informazione. Si rivolgeva ai chi l’informazione la fruisce. Noi, l’informazione la producevamo.

C’era davvero una domanda per quel che avevamo in mente? Secondo noi sì. D’altra parte, ci dicemmo, siamo in Italia: qui è nato Slow Food.

Ci definimmo prima per negazione, come tutte le cosiddette contro-culture. Poi cominciammo a trovare delle definizioni positive: quella di oggi è che Slow News è una comunità che si informa.

Abbiamo provato a declinare nel giornalismo le tre parole chiave che Slow Food applica al cibo: buono, giusto, pulito.

Un’informazione buona, giusta e pulita è un’informazione che non inquina la conversazione, che genera valore per le persone, informandole, che viene fatta da lavoratrici e lavoratori pagati il giusto.

Slow News a Terra Madre

Anni dopo, finalmente, ci ritroviamo a incrociare un po’ le strade con Slow Food, a Terra Madre 2022.

Fulvio Nebbia presenta una creatura di Slow News: Entangled. È un fumetto di fiction, che nasce da un progetto giornalistico in cui abbiamo provato, durante i primi mesi della pandemia, a immaginarci come potrebbe essere un mondo nuovo.

Il 25 settembre 2022, Alberto Puliafito parla di Slow News e di come lo slow journalism possa essere un antidoto e una possibile soluzione ai problemi dell’informazione e alle crisi del giornalismo. Se tutto accelera, chi informa deve rallentare. Anche se sembra controintuitivo.

Concentrarsi sulla qualità, sul valore che si offre alle persone invece che sulla quantità è una buona idea per tutte le persone che abitano l’infosfera. I giornalisti hanno il tempo di scavare a fondo, di pensare, di unire i puntini, di informare con competenza, fornendo alle persone fatti e contesti. Chi comunica ha il tempo di creare contenuti significativi. Cittadine e cittadini possono trovare sollievo ai limiti dell’informazione come la conosciamo, all’ansia che genera il flusso di news e contenuti 24 ore su 24. Senza rinunciare ad essere informati.

Ma anche questo è solo l’inizio.

Sceglieremo alcune storie dal mondo di Terra Madre e, con i tempi slow, li trasformeremo in contenuti, seguendo i nostri principi e il nostro modo di fare giornalismo, buono, giusto e pulito.

Il cibo e Slow News

Non è certo la prima volta che ci occupiamo di cibo.

Cibo per tutti e tutti per il cibo racconta uno dei pilastri di quello che, per noi, è il possibile Mondo nuovo.
I grani del futuro è una serie di Sara Manisera e Arianna Pagani.
Mangiare bene è una serie di Silvia Soligon, Francesca Mulas e Andrea Spinelli Barrile.
Nettare è una serie di Gabriele Cruciata.
Noi buttiamo il latte, tu come stai? di Piero Lo Surdo.
Macedonia piemontese, di Cristian Elia e Laura Filios.
Tutto il grano del mondo, webinar organizzato con l’Associazione Luca Coscioni.