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Slow News Lab

La nuova linea S

di Eleonora Monterosso, Erika Olimpio, Elisa Patini, Cristina Petrucci, Caterina Radassi

Il 24 dicembre dello scorso anno presso la Prefettura di Roma, l’assessore alla mobilità della Regione Lazio Mauro Alessandri e l’ex Assessore alla città in movimento Pietro Calabrese firmano un accordo per potenziare il trasporto pubblico regionale in vista della riapertura totale delle scuole e quindi per facilitare la mobilità degli studenti.

Nasce così la linea S volta, come si legge nel documento d’intesa, a “supporto alle metro e nello stesso tempo ad aggiungere destinazioni di penetrazione verso il centro città agli utenti del Cotral”. Enormi torpedoni che la ormai ex Sindaca Raggi aveva assicurato togliere dal centro, sfrecciano per le minuscole vie della capitale dalle 7 alle 10 del mattino e un paio d’ore anche nel pomeriggio. Tuttavia fino ad oggi non sono stati pubblicati i dati di quanti utenti usufruiscono realmente di questo servizio, che sembrano circolare quasi sempre vuoti a fronte di pagamenti che avvengono per chilometri di percorrenza.
Questo affiancamento vale anche per alcune linee di Atac.

Tramite interviste effettuate presso la stazione autobus di Roma Tiburtina è emerso un grande divario di opinioni di passanti, passeggeri e autisti delle linee S: l’età media dei passeggeri che usufruiscono del servizio varia dai 18 ai 40 anni (max) e la maggioranza di essi non ha conoscenze effettive del mezzo, poiché ritiene che si tratti di una linea “come un’altra” che non differisce dai mezzi veloci quali metro e bus. Inoltre gran parte degli intervistati ha usato la linea raramente e reputa questa attività (nonostante fornisca mezzi comodi sotto il punto di vista pratico dell’esperienza di viaggio) come poco utile e molto precaria nella comunicazione della sua disponibilità: orari trasmessi in maniera confusionaria e soprattutto scanditi da notevoli ritardi.

A conferma di ciò, nell’ultimo mese abbiamo lanciato un sondaggio online tra i giovani per capire se effettivamente conoscessero e apprezzassero il servizio che Regione e Comune hanno attivato proprio per loro. Abbiamo compreso che su un campione di 100 persone, coloro che erano a conoscenza di questo servizio si aggirano intorno al 40%, mentre solo il 20% ne ha effettivamente usufruito.

I suggerimenti che nascono da questi sondaggi propongono una comunicazione più capillare, che passi principalmente per i social e le reti nazionali; ma non solo, i consigli si fanno anche pratici: aumentare gli autobus, scoraggiare l’uso dei mezzi privati, “mantenere costante la continuità dei mezzi pubblici […] in tutte le fasce orarie sia per gli studenti che per i lavoratori”, innovare la visibilità del servizio e oltre.

Roma ha bisogno di più trasporti e i romani li stanno chiedendo ma, contrariamente a quanto fornito dall’accordo Comune e Regione, non prediligono quelli su gomma.