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EP6 – La vera sostituzione etnica: la tratta

«Ricorderanno che siamo stati venduti ma non che siamo stati forti. Ricorderanno che siamo stati comprati ma non che siamo stati coraggiosi»
[William Prescott, ex-schiavo, 1937].

Gli europei cominciarono ad esplorare l’Africa occidentale continuativamente a partire solo dalla seconda metà del XIV secolo. Sin da subito i mercanti portoghesi schiavizzarono le popolazioni africane, prima ancora che Cristoforo Colombo scoprisse l’America nell’ottobre del 1492. La tratta ebbe inizio di lì a poco: l’Europa voleva prendersi la leadership del mondo intero con l’ardore della tecnologia, il cinismo del concetto di «civilizzazione» e la violenza della schiavitù.

L’immensa terra africana, oggi considerata la culla dell’umanità, è narrata dal lato nord del Mediterraneo sin dai tempi di Erodoto ma è con gli esploratori del XIV secolo che in Europa giungono le prime descrizioni di regni tribali e barbari, tribù selvagge e dispotismo religioso, che successivamente giustificarono (e in parte giustificano ancora oggi) il colonialismo in Africa.

Il fatto che si tende a negare è che questa immensa terra sconosciuta non era più pericolosa, barbara e dispotica dell’Europa del tempo. Era semplicemente differente. In Africa occidentale le popolazioni Hausa, Ibo, Fulani, Akan lavoravano il metallo e la ceramica da secoli, coltivavano frutta e verdura e allevavano bovini, commerciavano tra di loro e si governavano all’interno di comunità generalmente più piccole di quelle europee, scandendone i ritmi con altri riti religiosi.

Nel 1518 Alonso de Suazo, avvocato civile spagnolo che fu anche governatore ad interim della Nuova Spagna dopo Hernàn Cortez e governatore di Santo Domingo, affermava che «gli africani sono la gente ideale per lavorare qui al posto dei nativi, troppo deboli». È la sintesi perfetta per esprimere la principale esigenza dei conquistatori del Nuovo Mondo: la forza lavoro. Così la tratta degli schiavi è stata la più grande migrazione forzata nella storia dell’umanità.

Milioni di persone sono state rese schiave da portoghesi e spagnoli, seguiti nei secoli da inglesi, francesi e olandesi, e infine trasportate dall’altra parte del mondo per lavorare e morire. Dopo avere quasi sterminato i nativi americani con malattie loro sconosciute, la corsa all’oro, i lavori forzati e le violenze su larga scala, gli europei optarono necessariamente per quello che oggi chiameremmo impropriamente «s…

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