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Slow News Lab

Magix box: la magia del risparmio e lo spreco alimentare

di Federica Marangini e Francesca Marongiu

Avete mai analizzato attentamente quanto cibo viene sprecato nel mondo rispetto a quello che si produce sul nostro pianeta? E quale impatto ha sull’ambiente?

Noi si.

Una sera, come spesso accade nelle case degli studenti, siamo state colte alla sprovvista dal nostro frigo vuoto. Ormai tardi per fare la spesa ed improvvisare qualche piatto, l’unica soluzione che ci rimaneva era quella di cercare un’app da cui ordinare del cibo.

Proprio una di queste ha catturato la nostra attenzione: Toogoodtogo. Si tratta di un’app che ha come scopo principale la lotta contro lo spreco alimentare e l’impatto che questo ha sul nostro pianeta. L’obiettivo è mettere in contatto i consumatori con piccole e grandi aziende, i cui prodotti rimarrebbero invenduti e successivamente smaltiti; ciò avviene tramite la vendita delle cosiddette “magic box”.

La prima città italiana a sperimentare questo progetto è stata Milano a marzo 2019. 

Questo però non è stato l’unico traguardo raggiunto, poiché già da tempo l’Italia si trovava in prima linea nella lotta contro lo spreco alimentare.

In Italia sono stati diversi gli obbiettivi raggiunti riguardo il tema dello spreco alimentare negli ultimi anni, uno dei più rilevanti senz’altro è stata l’entrata in vigore della legge Gadda del 19 agosto 2016,  per la limitazione degli sprechi.

Le sue finalità sono tre: la prima è la riduzione degli sprechi convertiti in opportunità per le persone bisognose, la seconda è la limitazione dell’impatto ambientale attraverso la riduzione dello smaltimento dei rifiuti ed infine vi è l’azione politica rivolta alla filiera agroalimentare per impedire di gettare prodotti ancora buoni.

Si tratta di un’economia che vede vincitori tutti i soggetti: le aziende, gli individui e l’ambiente.

La visione dell’Italia in questo momento è focalizzata sugli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e per poterli raggiungere si ha bisogno di collaborazione da parte dei cittadini infatti si sta cercando, ormai da tempo, di sensibilizzarli.

Possiamo affermare che soprattutto nell’ultimo anno i dati sullo spreco alimentare delle famiglie italiane sono migliorati, per la prima volta, infatti, dopo circa 10 anni si è registrato un calo del 25%.

Gli italiani sono infatti considerati “i meno spreconi” se confrontati con i restanti 7 paesi sottoposti ad un’indagine tramite il primo rapporto G8 a livello globale. Si è evidenziata una netta divisione tra i Paesi europei e quelli nord-americani e la Cina.

Ulteriori conferme sono emerse attraverso le rilevazioni dell’Osservatorio Waste Watcher, ideato dall’impresa Last Minute Market fondata dal prof. Andrea Segrè, costituito inizialmente per poter fornire a EXPO 2015 uno strumento per poter leggere e analizzare il fenomeno dello spreco alimentare e il suo impatto sulla società. Oggi l’osservatorio è focalizzato sullo spreco domestico di cibo e sulla gestione che ne viene fatta da parte delle famiglie.

Cosa ne pensano i giovani? E che sensibilità hanno sviluppato su questo tema?

Abbiamo deciso di analizzare dei dati che non si soffermano più soltanto ai singoli nuclei familiari, bensì sulla generazione che sarà protagonista e artefice del futuro del pianeta.

Per dare una risposta alle nostre domande abbiamo ideato un questionario rivolto nello specifico ai giovani universitari, proprio come noi. Il dato più rilevante riguarda il livello di attenzione verso questo problema: il 67,8% afferma che la sensibilità sul tema è aumentata negli ultimi anni, ma abbiamo osservato come entri in contrasto con le successive rilevazioni; ben il 17,9% afferma di gettare alimenti più di una volta a settimana. Quest’ultimo dato è molto importante poiché sottolinea quanto impegno sia ancora necessario. 

Noi, nelle vesti di studentesse universitarie fuori sede, abbiamo una concezione differente. Nella nostra esperienza quotidiana contribuiamo per esempio cercando di gestire al meglio la spesa, per evitare di accumulare cibo che spesso si deteriora e produce spreco.

A questo punto è spontaneo domandarsi in che modo si può aumentare la sensibilità dei consumatori verso questo problema? Come condurli verso soluzioni innovative, come il cosiddetto sistema delle “magic box”? 

Ma soprattutto, cosa spinge i consumatori a riempire i propri carrelli oltre i limiti?

Dai dati del nostro questionario abbiamo riscontrato la scarsa conoscenza da parte dei giovani delle numerose opportunità, tramite delle app come Toogoodtogo (la quale non è l’unica disponibile), di poter acquistare alimenti invenduti, ma soprattutto a prezzi convenienti.

Ciò che porta le persone a frenarsi davanti a queste proposte e la novità che rappresentano; spesso i consumatori quando vengono posti dinanzi a qualcosa di nuovo e che non conosco sono restii, e preferiscono rimanere fedeli alle loro abitudini convinti di fare le scelte giuste.

Quando si parla di spesa per le famiglie spesso questo coincide con il riempire il carrello, approfittando di più offerte possibili e finendo per acquistare ciò che il più delle volte non è necessario ma semplicemente all’apparenza conveniente.

Questo processo può portare ad un accumulo eccessivo di cibo all’interno delle dispense e che nella maggioranza dei casi finisce per essere gettato perché andato a male.

Tutto ciò, alla fine, comporta un effetto ben diverso da quello che si desiderava, in quanto invece di risparmiare si spreca.

Si ha quindi necessità di un cambiamento, di rendere consapevoli i consumatori, diffondendo un messaggio chiaro che possa indirizzarli verso scelte più giuste e di conseguenza sostenibili.

Servirebbe sensibilizzare sempre più l’opinione pubblica, specificando quali sono le conseguenze di questi sprechi in termini di risorse disponibili e l’impatto che esse hanno sul nostro pianeta.