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PNRR - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile

Lo scopo degli investimenti inseriti in questa missione, il cui valore ammonta a 25,4 miliardi di euro, è quello di rendere il sistema infrastrutturale italiano più moderno, digitale e sostenibile entro il 2026, investendo sul trasporto pubblico e sulla decarbonizzazione. Nodo centrale il passaggio da gomma a ferro: oggi in Italia solo il 6% delle persone viaggiano in treno, contro una media europea del 7,9%; solo l’11% delle merci contro una media europea del 18,7%. Il settore dei trasporti, responsabile del 23,3% delle emissioni di gas serra, è così uno dei settori maggiormente responsabili dell’immissione in atmosfera di gas climalteranti.

La missione si articola in due componenti:

C1. Investimenti sulla rete ferroviaria

C2. Intermodalità e logistica integrata

Componente 1. Investimenti sulla rete ferroviaria

Questa componente assorbirà la quasi totalità dei fondi stanziati per questa missione, per una cifra pari a 24,77 miliardi di euro. Le risorse saranno utilizzate per il potenziamento della rete ad alta velocità oltre che sulle principali stazioni, con particolare attenzione a quelle del Mezzogiorno. Sono previsti investimenti anche sulle linee regionali utilizzate principalmente dai pendolari. Il miglioramento delle reti ferroviarie impatterà anche il settore del trasporto merci, rendendolo competitivo rispetto ad altre soluzioni.

La componente si articola in due ambiti di intervento:

1. Investimenti sulla rete ferroviaria

2. Sicurezza stradale 4.0

               
               

Ambito di intervento 1. Investimenti sulla rete ferroviaria

Questo ambito di intervento sarà finanziato con 24,77 miliardi di euro. Si articola in due riforme e otto investimenti.

Riforma 1.1. Accelerazione dell’iter di approvazione del Contratto tra MIMS e RFI

Si tratta di velocizzare l’approvazione del nuovo accordo tra il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, così come delle variazioni annuali. Il Contratto di Programma attualmente in vigore, in scadenza nel 2021, ha visto investimenti per 13 miliardi di euro. L’idea è che una velocizzazione del processo burocratico si rifletta su una più rapida progettazione ed esecuzione dei lavori.

Riforma 1.2. Accelerazione dell’iter di approvazione dei progetti ferroviari

Il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile interverrà con una semplice modifica normativa, che anticiperà la fase di localizzazione dell’opera al momento della presentazione del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica. La localizzazione è quell’elemento che pone sui terreni che dovranno essere utilizzati per realizzare l’opera un vincolo finalizzato all’esproprio. Questo nei fatti anticiperà anche le osservazioni poste dalle amministrazioni e dagli enti locali ai progetti, riducendo le tempistiche autorizzative medie dagli attuali 11 mesi a 6.

Investimento 1.1. Collegamenti ferroviari ad Alta Velocità verso il Sud per passeggeri e merci

Il PNRR stanzia 4,64 miliardi per la realizzazione di reti ad alta velocità nel Mezzogiorno. In particolare, sono tre le direttrici interessate:

  • Napoli-Bari: una volta realizzato il progetto i tempi di percorrenza scenderanno da 3 ore e 30 minuti a 2 ore, con un aumento della capacità da 4 a 10 treni l’ora sulle sezioni a doppio binario e la possibilità di consentire il transito di treni merci di lunghezza fino a 750 metri
  • Palermo-Catania-Messina: saranno realizzate le tratte intermedie del progetto, che consentiranno di ridurre i tempi di percorrenza sulla tratta Palermo-Catania di oltre 60 minuti rispetto alle attuali 3 ore, oltre ad un aumento della capacità da 4 a 10 treni l’ora sulle sezioni a doppio binario
  • Salerno-Reggio Calabria: il progetto ridurrà i tempi di percorrenza di 80 minuti e consentirà il transito dei treni merci in particolare verso il porto di Gioia Tauro

Investimento 1.2. Linee ad alta velocità nel Nord che collegano all’Europa

Con 8,57 miliardi a disposizione, questo investimento è il più corposo dell’intera missione. Riguarda l’altra velocità nel Nord del paese con l’obiettivo di potenziare il servizio, in particolare del trasporto merci. Sono tre le direttrici di intervento:

  • Brescia-Verona-Vicenza: gli interventi si riferiscono alla tratta Brescia-Verona e alla tratta Verona-Bivio Vicenza. La separazione dei servizi ad alta velocità rispetto a quelli esistenti consentirà di aumentare il traffico e al contempo farà crescere la capacità del trasporto regionale. Risorse nazionali finanzieranno l’accesso alla nuova stazione di Vicenza Fiera.
  • Liguria-Alpi: a progetto completato i collegamenti tra Genova e le città di Milano e Torino vedranno quasi dimezzati i tempi di percorrenza. Sarà aumentata la capacità da 10 a 24 treni l’ora sulle tratte soggette a quadruplicamento in prossimità del nodo di Milano (Rho-Parabiago e Pavia-Milano-Rogoredo). L’intervento permetterà il transito di treni merci con lunghezza fino a 750 metri
  • Verona-Brennero: verrà realizzata la tangenziale ferroviaria di Trento, al completamento della quale ci sarà un significativo aumento della capacità della linea fino a 400 treni al giorno

Investimento 1.3. Connessioni diagonali

Nel centro Sud si punta a realizzare linee diagonali ad alta velocità, che colleghino il Tirreno e l’Adriatico. Questi gli interventi che saranno realizzati grazie ad uno stanziamento pari a 8,57 miliardi di euro.

  • Roma-Pescara: saranno realizzate le prime tratte del progetto, che ridurranno di 80 minuti il tempo di percorrenza e un aumento della capacità da 4 a 10 treni l’ora sulle tratte raddoppiate e la possibilità di istituire linee metropolitane sulla tratta tra Chieti e Pescara. Inoltre, la linea sarà adeguata allo sviluppo del traffico merci
  • Orte-Falconara: saranno realizzate diverse tratte del progetto, con una riduzione dei tempi di percorrenza di 15 minuti sulla tratta Roma-Ancona e di 10 minuti sulla tratta Roma-Perugia, un aumento della capacità da 4 a 10 treni l’ora sulle tratte soggette a raddoppio dei binari e un adeguamento dell’infrastruttura che consentirà il transito dei treni merci
  • Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia: saranno realizzate alcune tratte intermedie, che ridurranno di 30 minuti i tempi di percorrenza sulla tratta Napoli-Taranto (via Battipaglia), rispetto alle quattro ore attuali, la capacità sarà aumentata da 4 a 10 treni all’ora sulle sezioni in fase di aggiornamento e la linea ferroviaria sarà adattata per consentire il passaggio dei treni merci

Investimento 1.4. Sviluppo del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (ERTMS)

L’investimento, pari a 2,97 miliardi di euro, vuole aggiornare i sistemi di sicurezza e di segnalazione esistenti così da garantire la piena interoperabilità tra la rete ferroviaria italiana e quella europea, oggi limitata a poche sezioni ferroviarie.

Investimento 1.5. Potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e dei collegamenti nazionali chiave

L’obiettivo di questo investimento, che potrà contare su risorse per 2,97 miliardi di euro, è quello di potenziare i collegamenti metropolitani o suburbani, garantendo servizi capillari e ad alte frequenze nelle grandi città e nelle aree metropolitane. Gli interventi riguarderanno anche il potenziamento di alcuni collegamenti nelle aree di confine, nelle dorsali centrali e nell’accesso ai porti, specie nelle regioni del Sud.

Investimento 1.6. Potenziamento delle linee regionali

Un investimento da 940 milioni che mira a migliorare il sistema di trasporto urbano regionale in termini di numero di passeggeri, aumento della velocità di percorrenza, acquisto di nuovi treni. Previsti anche interventi per migliorare la sicurezza del traffico ferroviario grazie all’installazione di sistemi tecnologici e adattamenti dell’infrastruttura esistente.

Investimento 1.7. Potenziamento, elettrificazione e aumento della resilienza delle ferrovie nel Sud

I 2,4 miliardi stanziati nell’ambito di questo investimento serviranno per eliminare quelli che vengono definiti colli di bottiglia nella rete ferroviaria. In particolare, si punta ad un potenziamento dell’infrastruttura in Molise e in Basilicata, alla realizzazione degli interventi di ultimo miglio ferroviario per collegare i porti di Taranto e Agusta e gli aeroporti di Salerno, Olbia, Alghero, Trapani e Brindisi.

Investimento 1.8. Miglioramento delle stazioni ferroviarie nel Sud

Uno stanziamento da 700 milioni di euro indirizzato alla riqualificazione energetica delle stazioni, al miglioramento della loro funzionalità e allo sviluppo dell’intermodalità ferro-gomma. Due, in particolare, le linee di intervento:

  • 9 progetti di riqualificazione di nove stazioni che fungono da hub di mobilità e di fermate di linee metropolitane. Tra queste Villa San Giovanni, Messina Centrale e Messina Marittima, Benevento, Caserta, Bari, Taranto, Lecce, Crotone, le stazioni della linea L2 della metropolitana di Napoli e la nuova fermata di Santa Maria di Settimo – Montalto Uffugo
  • riqualificazione funzionale, miglioramento dell’accessibilità e intermodalità di 30 stazioni di dimensioni medio-grandi e con alti volumi di traffico. Tra queste Pescara, Potenza, Barletta, Lamezia Terme, Cosenza, Reggio Calabria Lido, Sapri, Oristano e Palermo Notarbartolo, Milazzo, Marsala e Siracusa

Ambito di intervento 2. Sicurezza stradale 4.0

Questo ambito di intervento non prevede lo stanziamento di risorse e si articola in due riforme.

Riforma 2.1: Trasferimento della titolarità delle opere d’arte (ponti, viadotti e cavalcavia) relative alle strade di secondo livello ai titolari delle strade di primo livello (autostrade e strade extraurbane principali)

Non saranno più gli enti locali a doversi occupare di queste infrastrutture, ma lo Stato. Questo, nelle intenzioni del governo, consentirà un aumento della sicurezza complessiva della rete stradale, perché la manutenzione sarà di competenza di ANAS o delle società concessionarie autostradali, che hanno capacità di pianificazione e manutenzione migliori rispetto ai singoli comuni o alle province.

Riforma 2.2. Attuazione delle Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti (D.M. 578 del 17 dicembre 2020)

La riforma prevede di rendere omogenee su tutto il territorio nazionale le modalità di valutazione della sicurezza e di monitoraggio di ponti, viadotti e cavalcavia.

Componente 2. Intermodalità e logistica integrata

Questa componente, per la quale sono stanziati 630 milioni di euro, mira a rendere allo stesso tempo più competitivo e più sostenibile il sistema portuale ambientale. Prevede inoltre interventi di digitalizzazione e la revisione delle norme in materia di concessioni portuali.

La componente di articola in due ambiti di intervento:

1. Sviluppo del sistema portuale
2. Intermodalità e logistica integrata

Ambito di intervento 1. Sviluppo del sistema portuale

Ai progetti relativi a questo ambito di intervento saranno destinati 270 milioni di euro. Le iniziative si articolano in tre riforme e un investimento.

Riforma 1.1. Semplificazione delle procedure per il processo di pianificazione strategica

L’obiettivo è quello di aggiornare gli strumenti di pianificazione del sistema portuale italiano. Ovvero il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema, il cui ultimo aggiornamento risale al 2017, e i singoli Piani Regolatori Portuali.

Riforma 1.2. Attuazione del regolamento che definisce l’aggiudicazione competitiva delle concessioni nelle aree portuali

Il regolamento definisce la durata delle concessioni, i poteri di vigilanza e controllo delle autorità concedenti, le modalità di rinnovo e quelle di trasferimento degli impianti al termine della concessione.

Riforma 1.3: Semplificare le procedure di autorizzazione per gli impianti di cold ironing

L’obiettivo è quello di semplificare le procedure di autorizzazione per gli interventi di elettrificazione delle banchine portuali, così da consentire alle navi ancorate di rimanere operative senza dover tenere accesi i motori.

Investimento 1.1. Interventi per la sostenibilità ambientale dei porti (Green Ports)

I 270 milioni di euro legati a questo investimento saranno impiegati per migliorare l’efficienza energetica e promuovere l’impiego di energia rinnovabile all’interno dei porti. Entro il 2030 questi interventi contribuiranno a ridurre del 55% le emissioni di gas serra dei porti italiani.

Ambito di intervento 2. Intermodalità e logistica integrata

Questo ambito di intervento riceverà fondi per 360 milioni di euro. Si articola in tre riforme e due investimenti.

Riforma 2.1. Semplificazione delle transazioni di importazione/esportazione attraverso l’effettiva implementazione dello Sportello Unico dei Controlli

Questo intervento mira all’implementazione di una piattaforma digitale a servizio dello Sportello Unico dei Controlli, utilizzato dalle dogane, nella direzione di garantire la piena interoperabilità tra le banche dati nazionali.

Riforma 2.2. Interoperabilità della piattaforma logistica nazionale (PLN) per la rete dei porti, al fine di introdurre la digitalizzazione dei servizi di trasporto passeggeri e merci

Anche questa riforma va nella direzione di rendere interoperabili le banche dati, coinvolgendo i Port Community System, ovvero i software di gestione dei movimenti di passeggeri e merci di ciascuna Autorità di Sistema Portuale, che dovranno essere rese compatibili con la Piattaforma logistica nazionale.

Riforma 2.3. Semplificazione delle procedure logistiche e digitalizzazione dei documenti, con particolare riferimento all’adozione della CMR elettronica, alla modernizzazione della normativa sulla spedizione delle merci, all’individuazione dei laboratori di analisi accreditati per i controlli sulle merci

L’obiettivo è quello di digitalizzare i documenti di trasporto per rendere più veloci i controlli, con particolare riferimento a quelli sulle operazioni di cabotaggio stradale, ovvero il trasporto di merci in un paese dell’Unione diverso da quello in cui risiede l’autotrasportatore coinvolto. Oltre a garantire maggiore trasparenza, questa riforma renderà più competitive le aziende di autotrasporto italiane sul piano internazionale. Infine, per rendere più veloci i controlli, si pensa a stipulare convenzioni con laboratori di analisi per lo svolgimento di queste attività.

Investimento 2.1. Digitalizzazione della catena logistica

Forte di uno stanziamento pari a 250 milioni di euro, questo progetto andrà a realizzare un sistema digitale interoperabile, accessibile a realtà pubbliche e private impegnate nel settore della logistica. La piattaforma semplificherà procedure, processi e controlli, garantirà la dematerializzazione dei documenti e soprattutto l’interoperabilità dei dati.

Investimento 2.2. Innovazione digitale dei sistemi aeroportuali

La digitalizzazione del trasporto aereo consentirà un migliore sequenziamento degli aerei, sia in rotta che in avvicinamento agli aeroporti, consentendo una riduzione del consumo di carburante e, di conseguenza, delle emissioni di gas climalteranti. La transizione al digitale porrà le basi anche per lo sviluppo e l’integrazione del traffico aereo senza pilota. Questo investimento sarà finanziato con 110 milioni di euro.