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3 Commenti su Bot e libertà

  1. Se il bot di default salva le conversazioni degli utenti questo vuol dire che può salvare anche dati personali o “sensibili”? A prescindere dai dati sensibili, con l’entrata in vigore della GDPR – che mi ossessiona positivamente visto che avrà impatto anche sul mio lavoro -anche i bot dovranno farsi rilasciare l’informativa sul trattamento dei dati? Dubbi amletici.

    • AlbertoPuliafito // 27 febbraio 2018 a 9:49 // Rispondi

      No, non salva dati sensibili. Non saranno i bot – per adesso – a dover chiedere autorizzazioni ma sempre chi li utilizza.
      Sogno un mondo in cui tutto ciò sarà inutile. :)

  2. Invece, commento all’intervista realizzata a Paul Mason. Sostiene, in sostanza, che sarà fisiologico per la tecnologia e quindi anche per noi tendere alla libertà tecnologica più che al controllo tecnologico. Immagino però che quando si sofferma sulla libertà gestita dal Pubblico, inteso come Stati, Governi ecc…, punti molto sulla parte normativa proprio perché a me non viene in mente altro controllo più stringente di quello che un Esecutivo malintenzionato può esercitare sui dati. Vedi USA con NSA. Ho trovato la seconda parte delle sue risposte, quindi, in contraddizione con il primo assunto. Ma magari mi perdo qualche pezzo – so che la blockchain tende al controllo diffuso però se lo Stato decide di essere lo snodo primario di quella catena non siamo al punto di partenza?

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