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Falsi idoli, buone pratiche

Fra gli abbonati di Wolf c’è chi si occupa di comunicazione aziendale, per sé o per i propri clienti.

È per questo che abbiamo pensato di fare un punto della situazione. È una di quelle cose che potresti vedere in un report con 2 o 300 slide (quando hanno dati coerenti e ben spiegati sono anche molto utili), ma che qui abbiamo pensato di sintetizzare in una serie di punti.

Li abbiamo divisi in due insiemi.

falsi idoli sono le buzzword, tutte quelle cose che senti sempre dire e che alla fine, dopo che hai maturato un po’ di esperienza, come si suol dire, sporcandosi le mani, scopri che non funzionano affatto. Di solito derivano da un’ossessione per quel che accade oltreoceano e sono un po’ l’effetto Big Mac di Pulp Fiction, quello che raccontava Vincent.

Le buone pratiche, invece, sono quegli oggetti misteriosi che a molti sembrano fuffa (giuro, a me, Alberto, è capitato di sentirmelo dire durante un corso di formazione: «Quando sei arrivato alla parte “buone pratiche” ho pensato subito che fosse la solita fuffa») e che invece costituiscono l’ossatura di qualsiasi seria strategia di comunicazione per un’azienda.

Ciascuno dei due insiemi contiene sette elementi.

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