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Lo slow journalism e il Nobel

Che cos’è lo slow journalism? Lo abbiamo spiegato qui, cercando di trovare una definizione positiva, che non fosse solo una reazione al giornalismo veloce, cotto e mangiato, a cui importano solamente i click. Per noi slow journalism significa servire i lettori, fare questo lavoro con la calma che richiede, guardare lontano e ricordarsi che ogni volta che si produce un contenuto, quel contenuto sarà lì per essere ripreso tutte le volte che ce ne sarà l’occasione. Un vecchio detto Non va buttato, va valorizzato.
«Un giornale, il giorno dopo, è buono solo per incartare il pesce». L’avrai sentito dire anche tu. La massima è attribuita, a seconda dei momenti, a Pintor o a Montanelli o a chissà chi altri. È una massima che l’eccessiva velocità ha reso fin troppo vera. Ebbene, noi pensiamo che sia l’esatto contrario: che un buon giornale, il giorno dopo o addirittura un anno dopo sia buono quanto il giorno della sua uscita. O forse meglio.
Il 5 ottobre 2018 Denis Mukwege ha ricevuto il Nobel per la pace. Su Flow lo avevamo incontrato e intervistato un anno prima. Ora quell’intervista è pronta per essere riproposta ai nostri abbonati.
È anche l’occasione per ricordarti che Flow ha un sito nuovo, con un’esperienza molto diversa per i lettori e un archivio tutto da esplorare.

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Questo contenuto è riservato agli abbonati di Flow. or Flow Maicol Edition.

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