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Piuttosto mi Amazon

C’è un genere specifico del giallo, quello più classico, che nel mondo anglosassone chiamano whodunit, che poi sarebbe la formula condensata della domanda che lo muove, del suo motore narrativo: Who has done it? Chi è stato? È la domanda che muove ogni detective, da quel primo capostipite che è l’Auguste Dupin di Edgar Poe in poi. Ma è anche la domanda che muove anche questa storia, al cui centro non c’è uno inspiegabile omicidio avvenuto misteriosamente in una stanza chiusa dall’interno e il cui colpevole è molto improbabile che sia un orango.

La vittima della nostra storia non ha un nome solo, ne ha tanti. Tanti quanti i nomi delle librerie indipendenti che mese dopo mese chiudono i battenti: Pecora Elettrica e Paravia sono solo gli ultimi casi eclatanti che hanno meritato i titoli dei giornali, ma oltre a loro ce ne sono molti altri. Tante sono le dinamiche del trapasso e diverse le lunghezze delle rispettive agonie. Rispetto a un omicidio di un classico giallo, poi, nel nostro caso i corpi senza vita non escono orizzontali e per i piedi dal luogo dell’assassinio, ma restano lì, a decomporsi a lungo, davanti agli occhi di chi gli ha voluto bene.

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Categorie: Collane di Flow

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