Numero

Wolf. 1

Questo è il primo numero di Wolf. Che cosa troverai qui?

Innovazine e tecnologia, comunicazione, giornalismo e social managing, informazione, modelli di business e strategie. Tutti gli strumenti che devi conoscere se lavori con i contenuti online (e anche offline). Contributi di professionisti del settore, analisi e numeri, lezioni, consigli, suggerimenti e una comunità di addetti ai lavori che si parla, crea relazioni e opportunità di lavoro. Niente fuffa, tanta concretezza. Tutto questo è Wolf. Esce come newsletter 3 volte a settimana, ha un gruppo di discussione riservato agli abbonati, ha un archivio che puoi fruire quando vuoi, è a pagamento.

Le nostre dichiarazioni di intenti le abbiamo palesate più volte online: questo è il manifesto prodotto con il gruppo di lavoro di Slow News per un giornalismo sostenibile.

E questo quello che abbiamo pensato per i professionisti della comunicazione.

Sono distinti, perché un giornalista non è soltanto un comunicatore, e non è detto che un comunicatore sia un giornalista. Ma sono anche uniti da una filosofia di fondo, perché pensiamo che gli strumenti da conoscere siano in gran parte comuni. Su Linkiesta abbiamo parlato del giornalismo del futuro.
Abbiamo un gruppo di conversazione su Facebook, in attesa di farci un forum tutto nostro per uscire anche dai social e vivere in un ecosistema che si autosostenga anche dal punto di vista della distribuzione delle conversazioni. Sia chiaro: non abbiamo niente contro Facebook, così come siamo convinti che ciascuno strumento di distribuzione dei contenuti, di creazione di relazioni, di conversazione possa essere utile, se utilizzato per scopi coerenti con la propria identità e con la natura stessa dello strumento. Pensiamo però che si debba anche essere capaci di uscire dallo strumento e di avere un proprio «luogo» di aggregazione, per quanto virtuale. Poi, ci incontriamo anche pubblicamente: alcuni di noi tengono corsi di formazione, vogliamo partecipare e – perché no – organizzarne. L’obiettivo è anche quello di intrecciare relazioni di persona e di costruire opportunità di lavoro per tutti coloro che fanno parte della comunità di Wolf.
La stessa Wolf. sarà, per quanto possibile, un’opportunità di lavoro. Almeno due volte al mese intendiamo rivolgerci a professionisti del settore della comunicazione e del giornalismo che stimiamo per chiedere loro contributi scritti per la newsletter. Contributi pagati, perché la prima regola di Wolf è che il lavoro si paga. Sempre.
Il piano editoriale è vasto e prevede attenzione all’attualità – senza l’ossessione per le breaking news, che mal si sposerebbero con il concetto alla base di una newsletter come questa – e una serie di tematiche da sviscerare con attenzione e con l’obiettivo di fornire a tutti strumenti utili, contenuti interessanti e conoscenze, con trasparenza e chiarezza.
Ed è con chiarezza che ti diciamo: è vero, se troverai i contenuti di questa newsletter interessanti, una volta sottoscritto l’abbonamento, potresti anche, semplicemente, inoltrarli a terzi, nessuno può impedirtelo. Diciamo, però, che dovrebbe esserci un rapporto di fiducia a regolare la cosa. Anche perché, se questa newsletter ti piace ma la inoltri a potenziali altri abbonati, prima o poi la nicchia degli interessati potrebbe esaurirsi. E quindi, il servizio che ti offriamo potrebbe diventare insostenibile.
Abbiamo anche offerte di gruppo con sconti o altre possibilità. Quindi, nel dubbio, contattaci. Anzi: scrivici sempre, tutte le volte che vorrai. Via mail oppure (per ora) sul gruppo Facebook dedicato a te e agli altri abbonati.
Entriamo nel vivo. Il primo pezzo di Wolf riguarda la nostra campagna di autofinanziamento e dunque è stato chiuso ieri. Il motivo è molto semplice: il crowdfunding è un modo concreto per finanziare progetti, personali o collettivi.
Parlarne in maniera trasparente è il nostro modo per cominciare a costruire con te un nuovo campo da gioco. Quello in cui i contenuti si pagano e si paga chi li produce, perché chi li produce sa di cosa parla. Quello in cui il lavoro si paga. Quello in cui si è trasparenti, la fiducia si conquista e si conferma, non esiste l’auctoritas e non si dà nulla per scontato.

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