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Wolf. 60 – Google DNI

A cura di

Post-it Wolf. 60

Se 8 ore Vi Sembran Poche

Se otto ore vi sembran poche. …recitava il famoso canto di protesta delle mondine teso a rivendicare le otto ore come massimo orario di lavoro giornaliero. Arriva ora una recente ricerca dell’Università di Melbourne secondo la quale i lavoratori riescono a dare il meglio di sé lavorando circa 25 ore a settimana e sono già molti i Paesi europei che hanno deliberato una normativa volta alla riduzione dell’orario lavorativo. Secondo i dati dell’OECD è un fenomeno che riguarderebbe anche l’Italia che tra il 200 ed il 2014 ha visto ridurre le ore annuali lavorate di circa il 6%. Come noto, si tratta però di aspetti che riguardano una fetta sempre più ristretta della popolazione: quella dei dipendenti, modalità orma sconosciuta ai più. Filed under: c’era una volta.

Il Flusso delle Notizie

In epoca di FOIA e open/big data, capita che all’inizio di questa settimana mi prenda la briga di provare a ragionare non solo sui dati disponibili m anche sul loro valore, prendendo a pretesto, nel senso buono del termine, i recenti dati ISTAT sulla disoccupazione. Capita altrettanto, ahimè, che una giornalista prenda e ci faccia un servizio di Panorama tre giorni dopo. Il flusso delle notizie e il lato «B» del giornalismo, così fan tutti… Sigh!

Global Entertainment & Media Outlook 2016-2020

Pubblicati i risultati del «Global Entertainment & Media Outlook 2016-2020», giunto alla 17esima edizione. L’edizione 2016 raccoglie le previsioni al 2020 sull’andamento in 54 paesi dei 13 principali segmenti: tv e video, pubblicità televisiva, pubblicità online, accesso ad internet, radio, pubblicità out-of-home, videogames, cinema, quotidiani, periodici, editoria specializzata, libri e musica. I ricavi Entertainment & Media si spostano con costanza dalle attività editoriali ad attività video e collegate ad internet, in particolare verso servizi OTT [over-the-top] e gestione dei dati dei consumatori. I modelli di consumo diretto rimarranno forti, mentre la spesa per l’accesso a Internet, inclusi i mobile data, si contenderà il primo posto con quella per pubblicità. Tale sviluppo genera opportunità tanto per i nuovi operatori, quanto per i player tradizionali che intendono aprirsi a nuovi segmenti come i video OTT e l’offerta e-commerce. Bye, bye [ex] industria dell’informazione.

Concentrazioni di Potere

Verizon, il gigante della banda larga e delle tlc Usa, è pronta a mettere sul tavolo 3 miliardi di dollari per acquistare i servizi internet di Yahoo!. Non è questa l’unica novità, infatti secondo quanto riportato da Il Sole24Ore secondo diversi analisti, entro il 2017 potrebbero arrivare altre M&A di rango che interesserebbero questa volta Twitter, cessioni o alleanze date come «inevitabili» in ragione del trend negativo del servizio di microblogging dei cinguettii, appesantito dall’avanzata inarrestabile di Facebook, Snapchat e Instagram. Le azioni Twitter hanno perso il 60% nell’ultimo anno. To be continued.

La Nuova Sfida del «Negozio 2.0», Sempre più Multicanale

RetailMeNot.it, il marketplace di offerte digitali più grande al mondo, in Italia da febbraio 2016, ha realizzato insieme al Centre for Retail Researchuno studio internazionale con lo scopo di analizzare lo stato globale attuale del mercato retail online e comprendere l’evoluzione che sta interessando il processo d’acquisto dei consumatori. Nel 2016, alla crescita del mercato retail online, corrisponderà in Europa una flessione delle vendite nei negozi fisici pari a –1.5%. Solo i negozi italiani si salveranno insieme a quelli spagnoli e olandesi registrando un lieve segno positivo nelle vendite pari a 0.4%.  Nonostante la crescita che si verificherà nel nostro Paese, il futuro dei punti vendita dipenderà anche in Italia dall’abilità di far fronte alle nuove necessità dei clienti, che sono sempre più esigenti e abituati a ricevere in modo comodo e veloce il prodotto che vogliono, sia che facciano acquisti online o in negozio. Il mix di elementi determinanti per il successo dei punti vendita fisici comprende la perfetta integrazione tra il canale online e il negozio fisico, con cataloghi aggiornati sulla disponibilità e la tipologia dei prodotti, la selezione accurata della location e della quantità nei punti vendita, la coerenza in termine di qualità e prezzi attraverso tutti i canali di vendita e nuove e più flessibili modalità di consegna, come la funzione «Click & Collect», che offre l’opportunità di ordinare online e ritirare il prodotto presso il punto vendita selezionato. Indietro NON si torna.

Per l’Editoria Tira Aria di Ripresa, ma non per i Quotidiani

Il mercato dei media in Italia regge. Nel 2015, dopo anni di declino, chiude in sostanziale parità rispetto al 2014.
Stando al Politecnico di Milano, che ha presentato la sua indagine condotta dall’Osservatorio Internet Media, si arriva a 15,3 miliardi di euro.  Ma fra giornali, tv, servizi streaming, radio, app e siti web che propongono contenuti pagamento o vivono di introiti pubblicitari, le zone di luce e di ombra si alternano per effetto di dinamiche di segno opposto tra i diversi mezzi di comunicazione e distribuzione. Infatti, guardando in dettaglio i vari settori, la stampa fa registrare una flessione di cinque punti percentuali. Un calo valido sia per quanto riguarda la componente a pagamento sia per quella pubblicitaria, malgrado la crescita di quella online. Ha ancora in mano il 39 per cento della torta delle inserzioni, mentre la Tv è al 59 per cento. Con la differenza che quest’ultima tiene e chiude in pareggio, bilanciando il calo dei ricavi della pay tv con l’aumento della pubblicità. La radio al contrario fa un bel salto in avanti: più 9 per cento. Amen.

Ferrari

La Ferrari cerca una figura per internships product personalization & international retail marketing. Nell’inserzione, pubblicata settimana scorsa, si legge: «As International Retail Marketing Intern, you will develop and improve the marketing content [ATL and BLT] for our different business areas, ensuring u

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