Numero

Wolf 75. Messi male

A cura di

Come siamo messi

Spoiler: siamo messi male.

Brevissime

Sono successe talmente tante cose degne di nota, in questi giorni, nel mondo dei media, che bisogna metterle insieme in breve per trarne insegnamenti.

Schermata 2016-07-13 alle 21.28.03

Facebook Live

Dopo il video live di Lavish Reynolds (si vede un uomo che muore), moltissimi hanno scritto commenti di getto sulla morte in diretta. Uno dei commenti più lucidi – siamo alle solite – è quello di Ben Thompson (molto indulgente, forse troppo nei confronti di Facebook e Zuckerberg, ma è un dettaglio che probabilmente deriva da opinioni personali di partenza). Qui ci siamo presi del tempo e ce ne prendiamo ancora: in Italia, il livello della conversazione ci sembra insufficiente.

Schermata 2016-07-13 alle 22.20.21

Pokemon Go

Quiz. Di cosa stanno parlando il direttore del Corriere della Sera e un giornalista della medesima testata dotato di smartphone?

  1. di nuovi modelli di business per connessioni in mobilità
  2. di adblock su smartphone
  3. di un pokemon che infesta i corridoi della direzione

La risposta è C. Il pezzo + video si intitola A caccia di mostri al Corriere della Sera. L’intento sicuramente è quello di mostrare all’utente come funziona il gioco e fare «costume». Il risultato è uno splendido spottone al gioco – almeno, per chi è interessato a quel tipo di cose lì.

Mi sono preso la briga, poi, di cercare nell’archivio del Corriere per vedere se ci fosse un pezzo di analisi che parlasse del fenomeno, di Nintendo, della scelta fatta, della realtà aumentata, degli acquisti in-app che sono il modello di business dell’applicazione. Non l’ho trovato.

Schermata 2016-07-14 alle 00.41.02

Sul tema, segnalo un ottimo Andrea Coccia. Anche il suo spoiler è di un non-lieto fine.

Pellè

Ha sbagliato uno dei rigori in Italia-Germania. Ha fatto lo sbruffone contro Neuer. Ora va a Giocare in Cina e guadagnerà 10 milioni di euro all’anno. Almeno, questa è la notizia. Che è rimbalzata ovunque ed è vera, senza che sia stata in alcun modo verificata. Al punto che su Ultimo uomo hanno scritto un pezzo dal titolo «Il caso Pellè sui media italiani». La chiosa è drammatica: «Nessuno sa le cifre reali dell’affare che ha portato Pellé in Cina. Però la stampa italiana ha dato credito a un’ipotesi, scansando tutte le altre. Una scelta che se non ha altre motivazioni può essere interpretata solo in un modo: la stampa italiana ha voluto cavalcare il «sentimento popolare»: non solo i calciatori guadagnano troppo, ma Pellé neanche se lo merita. Pellè deve lucidare cucchiai. I media italiani esaudiscono così le nostre preghiere: e dacci oggi la nostra indignazione quotidiana…»

Sanzioni dell’Odg a Baraghini, quello di Stampa alternativa

Baraghini, 70 anni, è stato sospeso per due mesi dal collegio di disciplina dell’OdG.

La sua colpa? Nel 1983 (!) si è inventato la

«Press Card, la tessera di fotoreporter di Stampa Alternativa, che in questi anni ha permesso, a chi lo avesse voluto, di partecipare a eventi e manifestazioni, altrimenti di appannaggio esclusivo di pochi eletti»

Nel 2016 (!) è oggetto del provvedimento disciplinare, in quanto

«i modi e i termini impiegati “giornalista patentato” e “Tessera Libera Tutti”, possono configurare un atteggiamento equivoco e in contrasto con la dignità professionale.»

Qui c’è l’appello di Baraghini.

Lo sottoscrivo.

Rivoluzione digitale all’università

Anna Masera dirigerà il Master in giornalismo dell’Università di Torino. Nell’annuncio si legge, fra l’altro:

«Gli studenti avranno l’opportunità di imparare e praticare le competenze di cui i nuovi media hanno bisogno, tra cui: storytelling, headline editing, data-journalism, fact-checking, social media management e tanto altro»

Da un lato, questo significa che fino a ieri hanno insegnato un giornalismo che non c’era più. Dall’altro, c’è da sperare che sia un reale segnale di interesse per il cambiamento (e non soltanto per le parole inglesi da inserire in un comunicato). Purtroppo, visto che si parla anche di fact-checking, devo sottolineare che nessuna testata mainstream – si salva Wired – ha ancora ritenuto di divulgare il Verification Handbook tradotto in italiano (o almeno di fare dichiarazione di adozione del medesimo). Nemmeno La Stampa.

La tentazione di candidare lo staff di Wolf per le docenze esterne, comunque, è forte.

Portavoce

Il portavoce del Sindaco di Bologna costa aziendalmente 154.570,32 euro all’anno per cinque anni (12.800 euro di costo aziendale al mese), fonte Repubblica. Titolare dell’incarico è l’ex direttore del Corriere di Bologna e capo redattore centrale presso la redazione romana del Corriere della Sera. Fatti i conti a spanne (Repubblica non li fa), significa che Armando Nanni dovrebbe percepire circa 4.500 euro netti al mese. Per raffronto, il Sindaco di Bologna guadagna 9.850 euro lordi al mese (fonte Open Data comune di Bologna). Siamo lì. Se la politica deve spendere così tanto per comunicarsi (oltre a Nanni ci sono altre 4 persone di staff: parliamo di 3 milioni di euro di spesa in 5 anni), qualcosa non quadra.

Finale annunciato

Mettiamo insieme i pezzi? Siamo messi male.

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi seguiti da un asterisco sono obbligatori.

Puoi usare questi tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>