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EP0 – Perché una serie sull’emergenza e come puoi aiutarci

«Sovrano è colui che decide sullo stato di eccezione»
dall’incipit di Teologia politica (1922), di Carl Schmitt,
consulente giuridico del Terzo Reich

 

È un’emergenza. Quante volte hai letto o sentito dire queste parole?
Ti sarà capitato sicuramente sui giornali o in televisione. L’avrai sentito dire per un terremoto o per un’alluvione. Probabilmente qualcuno che conosci avrà detto “è un’emergenza” anche sul posto di lavoro. Anche se il posto di lavoro non è un pronto soccorso. Magari lo dici anche tu.

 

Non c’è nulla di male, intendiamoci: è un modo di dire che è entrato nella lingua comune. Pensa a questo dialogo:

 

«Ehi, scusa, ho una piccola emergenza, puoi darmi una mano?»
«Certo, di che si tratta?»

 

Oppure a questa telefonata:

 

«Ciao! Ti ho mandato una mail, puoi rispondere prima possibile? Siamo in emergenza!»

 

Non sono conversazioni di un mondo alieno. C’è chi parla così. C’è chi pensa veramente che un cliente arrabbiato o un testo da correggere siano un’emergenza. Ma qual è la definizione tecnica del termine?

 

Partiamo dalla sua etimologia. Naturalmente è latina. E indica, in questo caso, qualcosa che viene a galla, si innalza, si palesa in superficie.

 

Non parliamo di questo, quando parliamo di emergenza, giusto? Parliamo di una situazione critica. E – sorpresa – in questo caso l’etimologia è derivativa dall’inglese emergency. Facciamoci aiutare, allora, dalla Treccani, sezione scienze sociali.

 

«Nell’ambito delle scienze sociali il termine ‘emergenza’ (emergencyurgence, ecc.) è impiegato – in un significato non necessariamente tecnico – per indicare le situazioni improvvise di difficoltà o di pericolo, a carattere tendenzialmente transitorio (anche se non sempre di breve durata), le quali comportano una crisi di funzionamento delle istituzioni operanti nell’ambito di una determinata compagine sociale».

 

Le caratteristiche di un’emergenza allora sono quelle di una situazione:

 

  • difficile
  • imprevedibile
  • temporanea
  • di crisi

 

In questi contesti, qualcuno deve avere il “potere” di intervenire. Lo stato, per esempio, decreta il cosiddetto “stato d’emergenza”. Per esempio per far fronte a una situazione che segue a un terremoto.

 

Ma non è un caso se le funzioni della Protezione Civile – cioè l’organo preposto alla gestione degli stati d’emergenza – siano, prima di tutto, di previsione e prevenzione.

 

È vero che non si può prevedere un terremoto. Ma si possono prevenirne gli effetti catastrofici. Come? Con una corretta informazione. Con costruzioni antisismiche. E via dicendo.

 

D’altra parte, le news così come le conosciamo vanno a nozze con le emergenze. Le news si nutrono di imprevedibilità, eccezionalità, crisi. Più un evento è eccezionale, più è una news. Il risultato di questa ossessione per il non-ordinario è che le news non si occupano degli elementi fondativi delle nostre vite quotidiane. Ma anche il fatto che, molto spesso, le emergenze vengono create mediaticamente.

 

Non solo. Chi ha il potere di decidere cosa fare in un caso di emergenza dovrà poter agire senza troppe storie. Se un edificio sta per crollare, per esempio, e io sono il responsabile della sicurezza delle persone che si trovano al suo interno, devo poter ordinare loro di uscire immediatamente.

 

Cosa succede, però, se non sono in buona fede e ho il potere di creare o di gestire una situazione d’emergenza? Cosa succede se non sono capace di farlo? Cosa succede se non mi rendo conto che, con il linguaggio che uso, posso convincere le persone che esista un’emergenza? E cosa succede se provo a convincerle che esista per ottenere un profitto?

 

Studiare le azioni dei media e delle istituzioni nella creazione o nella gestione di emergenze è fondamentale per capire come difendersi quando la gestione dell’emergenza diventa un abuso.

 

Ecco perché nasce questa serie.

 

Puoi aiutarci rispondendo a queste domande

 

  • se ti è capitato di vivere in una zona dove è stata decretata un’emergenza, ci racconti cos’è successo?
  • hai mai subito quello che ti è sembrato un abuso per un’emergenza?
  • hai mai avuto la sensazione che ci fosse un’emergenza in atto?
  • hai mai avuto paura per un’emergenza di cui hai sentito parlare in televisione o sui giornali o sui social o al bar?

 

Ricordati che abbiamo bisogno di te!

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