Episodio 3. L’ombra di un nuovo sospetto?

Mentre la scena del crimine si complica e i sospetti aumentano, si fa avanti l‘ombra di un colpevole fino a questo momento insospettabile. E attorno a lui si comincia a intravedere un sistema.

Prendi un libro, uno qualsiasi di quelli che hai a portata di mano e guarda il prezzo di copertina. Diciamo che costi una quindicina di euro. Circa quattro euro vanno a coloro che lo fanno, ovvero all’autore, all’eventuale traduttore e alla casa editrice. Un euro e mezzo circa va allo stampatore, che lo produce fisicamente e il resto serve a pagare la filiera che fa in modo che ti arrivi in mano. Quasi 10 euro su quindici servono a pagare la logistica, ovvero il distributore, il grossista, i promotori e i librai.

 

Questi ultimi, che sono poi le vittime di questa storia, trattando con i promotori, che sono i rappresentanti delle case editrici o del grossista, acquistano i libri con uno sconto variabile, mediamente tra il 30-35 per cento, a volte di più, a volte di meno, perché c’è spazio per la trattativa e dipende da molte cose: dalla bravura e dal potere contrattuale del libraio, da quanto ha un conto aperto, da quanto volume d’affari ha, da quanto accetta di scendere a compromessi e di acquistare i libri consigliati dai promotori. Da questa cifra il libraio deve pagare tutto: l’affitto, le spese, gli stipendi. Per una piccola libreria aperta da tre anni, come diceva Maddalena, ogni tanto basta appena a pagarci le tasse.

 

A pochi chilometri dalla libreria di Maddalena, in una zona più centrale e più ricca di Milano la libreria dove lavora Alfredo, anche questo un nome inventato, è una piccola libreria indipendente che funziona abbastanza bene, che definiremmo sana.

 

A lavorarci sono in tre: la proprietaria e due uomini. La competenza è molto alta. Ogni persona che entra e chiede qualcosa fa partire uno scambio di commenti tra i librai e la chiacchiera coinvolge presto i clienti presenti. Difficilmente te ne vai senza aver aperto bocca e dato o ricevuto un consiglio di lettura. È un ambiente piacevole, si sente la presenza di un tessuto sociale, di rapporti di fiducia e di rispetto reciproco.

 

È una libreria di quartiere, ben radicata, con una clientela fissa e dalla forte capacità di spesa. È anche abbastanza vicina a una università specializzata, e non di rado ci passano degli studenti. Ha però una clientela mediamente vecchia, spesso di una generazione predigitale, ricca e colta, con consumi culturali molto alti rispetto alla media italiana. Sembrerebbe la clientela perfetta, almeno per un po’, ma c’è poco ricambio generazionale in vista: i giovani hanno molti meno soldi e non abitano più in centro.

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Nell’ultima stanza, in fondo al corridoio che compone il cuore della libreria, uno dei librai è seduto con una brochure colorata in mano. Alla sua destra, seduto al suo fianco, c’è il Promotore. Ha in mano l’elenco dei libri che rappresenta e che deve cercare di vendere. Con un tratto-pen ci segna il numero di copie che il libraio ordina.

 

«Di questo me ne dai due per favore…»
«Ok…

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