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EP7 – Schiavi della storia

Nel mondo di oggi la cultura e il dibattito pubblico si alimentano e si animano (anche) grazie ai rapper. Sono finiti infatti i tempi del rap come movimento sociale, quelli delle gang armate e dell’hip-hop come filosofia rivoluzionaria, oggi il rap è un influencer mainstream.

Negli Stati Uniti uno dei rapper più influenti è il signor Kanye West, nato ad Atlanta nel giugno 1977 e produttore, tra gli altri, di artisti come Jay-Z, Alicia Keys, Ludacris e Janet Jackson. Ha vinto ben 11 Grammy Awards, il più importante riconoscimento musicale del pianeta, ha pubblicato 7 album e sposato la modella Kim Kardashian con la quale ha avuto due figli, più un terzo da madre surrogata, e per non farsi mancare nulla ha affrontato un ricovero coatto nel novembre 2016, dovuto a problemi psichiatrici che ufficialmente erano stati scatenati dalla mancanza di sonno.

Negli Stati Uniti l’influenza che si ha sul pubblico si misura (anche) con le curiosità: Kanye West è stato protagonista del quinto episodio della tredicesima stagione e del decimo episodio della diciassettesima stagione di South Park, cosa che lo fa sedere di diritto nell’Olimpo dei top-influencer d’oltremare.

Di recente, durante una conversazione con TMZ (l’undicesimo blog più popolare al mondo che per primo ha dato la notizia della morte di Michael Jackson e di Prince), West è scivolato su una questione che è tanto cara alla popolazione afroamericana, lo schiavismo: «Senti parlare di schiavitù durata 400 anni. 400 anni?!? Sembra una scelta. […] Sei stato lì per 400 anni, è come se fossimo stati mentalmente in prigione. Preferisco la parola “prigione” perché “schiavitù” è troppo riferita all’idea di Nero. Lo schiavismo è per i neri come l’Olocausto per gli ebrei e la prigione è qualche cosa che ci unisce come unica razza». Apriti cielo.

Tratta degli schiavi, Virginia, 1861. London News © WikiMedia Commons

West, che non è un ignorante, che proviene dalla borghesia nera e che è cresciuto dai 3 anni in poi nella Chicago bene, dove ha frequentato l’American Academy of Art ed è stato iscritto alla Chicago State University, è figlio di un ex-Pantera Nera e di una professoressa d’inglese ma con la sua versione storica circa lo schiavismo in America commette uno scivolone pericoloso.

Come ricorda Vox infatti la narrazione dello schiavismo come una «scelta» è legata a antichi preconcetti, o meglio veri e propri tropi, tipicamente occidentali: l’ipotesi è che esista, o sia esistita, la fi…

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