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Una ventina di anni fa ero solito frequentare un piccolo bar di periferia; quando arrivavo, di norma intorno alle sette di sera, Marco era già seduto a uno dei tavolini a maledire la giornata passata a imbiancare i muri di qualcun altro. Le sue dita, bianche di vernice, il più delle volte erano avvinghiate attorno a una sigaretta da pochi spiccioli e, di fronte a lui, c’erano quasi sempre una Moretti vuota per metà e un posacenere pieno. Il tempo sembrava non dover passare mai.

 

Poi, con un ronzare da moscone meccanico, dal fondo della strada si avvicinava un’Ape Piaggio con alla guida un cittadino cinese. Prima ancora di riuscire a vederla, Marco ne sentiva il rumore, si stirava allora, sorridendo. Ci voleva qualche minuto prima che il mezzo entrasse nella sua visuale e ne passavano altri tre prima che gli fosse davanti.

 

Quello era il momento in cui i nervi di Marco si attivavano tutti assieme, fremendo, mentre i tendini si tiravano per permettergli un balzo felino. In un attimo era in piedi, tre falcate veloci verso il centro della strada e poi un salto, a impattare con la spalla contro il piccolo furgone a tre ruote, come un giocatore di rugby quando si getta nella mischia. Il rumore di lamiere che si piegavano rompeva la monotonia sonora della strada, il mezzo vacillava, dondolava e tentennava, ma non si ribaltava mai.

 

Marco rimaneva immobile, al centro della carreggiata, a guardarlo andare via; si girava poi e, lentamente, tornava al suo posto. “Cinesi di merda” mormorava accendendosi l’ennesima sigaretta.

 

Questa era Prato nel 1998.

 

La fotografia della cover e tutte quelle che costellano la serie sono di David Marsili

Episodi
01 - Grosso guaio a Chinatown
Agosto 2021
02 - Un lunedì di skate
Settembre 2021
03 - Di eroina, canestri e ardite riqualificazioni
Ottobre 2021