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Sondaggio Acta/SlowNews
per i freelance del giornalismo e della comunicazione

Se ti trovi su questa pagina perché avevi intenzione di partecipare anche tu al sondaggio sui freelance ti ringraziamo, ma purtroppo il tempo per partecipare è scaduto.

Ci eravamo dati un tempo determinato, dal 3 al 20 aprile, perché lo scopo era quello di fare una fotografia il più nitida possibile di un mondo molto vario e in costante movimento. E le foto vengono più nitide quando riduci il tempo di esposizione.

Se non hai fatto in tempo a unirti al conteggio, però, ciò non significa che questa non sia anche la tua battaglia e che tu non possa contare nelle prossime tappe del percorso che stiamo facendo insieme ad Acta.

Se ti interessa avere gli aggiornamenti di come procederanno i lavori (quando uscirà il report dei risultati, quando e come usciranno delle analisi e dei racconti di questa fotografia), lasciaci la mail cliccando qui.

Che cos’è il sondaggio ACTA/SLOW NEWS?

È una indagine online curata da ACTA e da Slow News rivolta ai precari dell’informazione per far emergere criticità e reali condizioni di lavoro di una categoria di professionisti troppo spesso priva di strumenti di tutela e di concrete strategie di sostenibilità.

Il sondaggio, completamente anonimo, si è svolto online dal 3 al 20 aprile e ha avuto come destinatari: 

  • Giornalisti/figure editoriali dell’informazione –  compresi fotografi e illustratori;
  • Liberi professionisti della comunicazione e degli uffici stampa.

Le domande sono state concepite per far emergere i veri compensi percepiti, le modalità di ingaggio e l’inquadramento contrattuale, la condizione delle partite Iva e dei lavoratori freelance del settore, lo stato dell’arte della previdenza e della copertura pensionistica e molti altri aspetti legati alle condizioni di impiego.

Qual era l’obiettivo?

L’obiettivo dell’indagine era raccogliere in modo organico informazioni che in genere sfuggono alle indagini condotte sulla categoria. A partire dai compensi reali percepiti dai collaboratori freelance e che raramente sono dichiarati in modo trasparente dalle testate fino al carico di lavoro reale gestito da chi opera nella comunicazione. I risultati, sempre anonimi, serviranno a compilare una ricerca di base utile per formulare proposte presso gli organi competenti o per elaborare direttamente strumenti a tutela di una fascia di addetti che svolge un servizio essenziale per la collettività e le aziende.

Che cosa succede adesso?

Il sondaggio si è chiuso regolarmente a mezzanotte del 20 aprile. Ora i risultati verranno analizzati da ACTA che ne farà un report. Se vuoi restare aggiornato, lasciaci la mail cliccando qui.