fbpx
La storia di come una borsa di studio per la Masterclass di Slow News si è quintuplicata.

Quando abbiamo annunciato la prima edizione della Slow Journalism Masterclass, il primo esperimento di un corso in italiano per insegnare quello che abbiamo imparato negli ultimi 4 anni con Slow News, abbiamo anche deciso di predisporre anche una borsa di studio che permettesse a una persona di frequentare il corso gratuitamente.

Era necessario e imprescindibile: era un modo per provare a dare un’opportunità a tutti, che è poi la missione principale di tutto ciò che facciamo con Slow News.

Per questo abbiamo preparato un questionario rivolto a chi ritenesse di non poter pagare il prezzo della Masterclass e l’abbiamo pubblicato nella pagina che abbiamo progettato per vendere il corso.

Domande e risposte

I risultati sono stati incredibili, sia per numero — hanno partecipato 43 persone — che per qualità delle risposte. E l’esperienza di analisi e selezione è stata talmente interessante e formativa anche per noi che vogliamo condividere alcune considerazioni con voi.

Ovviamente 43 persone non rappresentano un campione rappresentativo di nulla, ma 43 voci che raccontano 43 storie personali, 43 profili di esigenze, desideri, sogni e difficoltà, se anche statisticamente non significano nulla, umanamente sono una miniera.

Dalla domanda che riguardava la loro opinione sul giornalismo tradizionale, la quasi totalità dei partecipanti si è detta preoccupata dalla scarsità di verifica delle notizie che vengono pubblicate sulle testate italiane, ma anche disturbata dalla palese prevalenza della sensazione sull’informazione, dovuta — questo ormai è un dato condiviso e diffuso — a un modello di affari he mette al centro la quantità e sacrifica troppo spesso la qualità, ma soprattutto che mette ai margini i lettori.

Anche dalla domanda su quali siano le fonti privilegiate di informazione abbiamo avuto piacevoli conferme. Quasi tutti coloro che hanno partecipato al bando hanno una dieta informativa molto varia e ricca, e, per quanto riguarda i media italiani, indipendente: la netta maggioranza dei partecipanti ha messo infatti tra le sue prime fonti di informazione Internazionale, Il Post e Valigia Blu, tre progetti che, seppur molto diversi tra loro e rispetto a noi, condividono molte cose con il nostro progetto: l’attenzione alla verifica delle informazioni, l’ascolto della propria community, la difesa della infodiversità e, in parte, anche il modello di business.

Bellissime, potenti e a tratti quasi commoventi sono state anche le risposte alla domanda che chiedeva di dire brevemente come mai partecipassero al bando per la borsa di studio, risposte da cui è emersa su tutte una problematica che conosciamo in molti molto bene e che questa crisi non ha fatto che aggravare: la precarietà.

La borsa per cinque

Delle 43 persone che hanno chiesto la borsa, più di metà la chiedevano per bisogno. Per questo, per quanto ci è stato possibile, abbiamo deciso di moltiplicare per 5 la borsa che avevamo deciso all’inizio e dare così a 3 persone la possibilità di frequentare questa prima edizione della Slow Journalism Masterclass gratis. E altre due avvisate potranno frequentare gratuitamente la prossima edizione della Masterclass, che speriamo e pensiamo di poter fare già a luglio.

Non solo. Abbiamo deciso, infine, di offrire due fasce di sconti a tutti gli altri: uno sconto, più importante, che concediamo a tutta una serie di persone che studiano o che sono disoccupate e che senza aiuto non avrebbero potuto permettersi di sostenere la spesa per l’intero corso; uno sconto, minore ma comunque sostanzioso, per tutti gli altri che invece un lavoro ce l’hanno ma che in questo momento duro sono in difficoltà.

La selezione senza pregiudizi

Un ultimo dato: le prime tre classificate sono donne.

Ma non è stata una scelta che abbiamo fatto a tavolino, l’abbiamo scoperto soltanto alla fine. Abbiamo infatti analizzato le risposte in maniera anonima, nascondendo ogni dato sensibile (nome, cognome, genere, anno di nascita e luogo di provenienza) dalla tabella e scoprendo soltanto alla fine della selezione le identità dei singoli borsisti, per evitare ogni tipo di pregiudizio personale.

Tutto intero, tra preparazione e analisi delle risposte, questo lavoro ci ha occupato molto tempo.

Ma è stata una cosa talmente incredibile che abbiamo deciso che, appena avremo finito questa prima parte di lavoro con le persone che hanno partecipato a questa edizione, la rifaremo ancora, e ancora, e ancora.


La foto è di Edwin Andrade su Unsplash

Ti piace Slow News?

iscriviti gratis alla newsletter

* campi obbligatori


Potrai cancellarti quando vorrai e la tua privacy è al sicuro. Per sapere come la tuteliamo visita il nostro sito.