EP6 – Violenza senza giustizia

Messico 2015. Témoris Grecko, giornalista indipendente, scrittore e documentarista è tornato nel suo paese dopo aver coperto la guerra siriana. È impegnato nelle riprese del documentario Mirar Morir. El Ejército en la noche de Iguala (Guardare Morire. L’esercito nella notte di Iguala, ndr), un’inchiesta sulla morte e sulla scomparsa degli studenti della scuola rurale di Ayotzinapa, nello stato di Guerrero, nella notte del 26 settembre 2014. Gli autobus su cui stavano viaggiando, diretti a Città del Messico, sono stati intercettati e attaccati a colpi di arma da fuoco da parte della polizia locale nella cittadina di Iguala.

Il bilancio fu di 6 morti, 25 feriti e 43 scomparsi.


È mentre sta indagando su questa storia che Grecko si rende conto della situazione in cui sta lavorando: «Quando sono tornato in Messico mi sono accorto che il numero dei giornalisti assassinati si avvicinava a quello siriano». Secondo i dati registrati dall’organizzazione internazionale che lavora in difesa della libertà di stampa Reporter senza frontiere, dopo l’impennata di giornalisti morti registrata in Siria all’inizio del conflitto, l’anno in cui Grecko torna a lavorare nel suo paese, il 2015, in Messico vengono uccisi 8 giornalisti mentre in Siria sono 9. Nel 2016 sono rispettivamente 10 e 12. Negli anni seguenti il Messico si piazza stabilmente tra le nazioni con più giornalisti uccisi: 11 nel 2017, 8 nel 2018 e 10 nel 2019, quando registra il bilancio più grave al mondo.

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