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EP4 – Vivo, morto o X?

La storia del giornalismo è stata talvolta segnata dall’annuncio di morti mai avvenute: uno degli attori più popolari d’Italia, Pasquale Zagaria in arte Lino Banfi, è stato dato per morto diverse volte e si è sempre divertito a giocare con quelle che nell’ultima occasione sono state definite dalle agenzie stampa «bufale che girano sul web». Sul web, verissimo, riprese talvolta dalle stesse agenzie e dai media mainstream, che nella smentita canzonavano «il mondo di internet». Qualsiasi cosa significhi.

In tema di esteri sono state due le notizie che hanno attirato le attenzioni dei media nella settimana tra il 9 e il 15 aprile 2018: l’ordine e l’esecuzione dell’attacco missilistico americano sulla Siria e la morte del generale Khalifa Haftar in Libia. L’attenzione dei media si è concentrata essenzialmente sugli sviluppi della situazione siriana, argomento che per qualche giorno ha monopolizzato la discussione pubblica, relegando la Libia a rumore di fondo. La notizia della morte di Haftar, «uomo forte» della Libia (qualsiasi cosa significhi questa descrizione), era in realtà una notizia falsa. Ma andiamo con ordine.

La morte di Haftar, quando ci sarà, sarà una notizia bomba. Una notizia che richiederà approfondimenti e soprattutto verifiche perché se confermata potrebbe veramente cambiare i fragilissimi equilibri nel Paese del caos: gli interessi italiani in terra di Libia, non solo economici (che pure sono ingenti) ma anche le sfide circa la sicurezza, l’immigrazione e la tutela dei diritti umani in loco, meritano un’informazione che sia sempre puntuale e precisa, che verifichi prima di pubblicare e che rettifichi se caduta in errore.

Ad oggi in Libia non ci sono corrispondenti di nazionalità italiana e ci si affida, tutti quanti, a fonti locali. Ognuno ha le sue: ad esempio qui su Flow, dove di Libia abbiamo già parlato diverse volte, ci affidiamo a personale italiano nei servizi di sicurezza che le istituzioni pubbliche di Tripoli affidano in outsourcing, fixer libici che hanno attraversato, e ci hanno raccontato, la rivoluzione prima e la guerra civile poi, commercianti-trader, personale di organizzazioni internazionali, amici rimasti bloccati nel Paese.

Ovviamente l’identità di queste fonti va tutelata in tutto e per tutto, vuoi per le informazioni sensibili vuoi perché nel caos libico più si è invisibili e più si è efficaci nel proprio ruolo.

Tornando ad Ha…

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