Chi siamo

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Alberto Puliafito – È il direttore di Slow News. Fa il giornalista e il regista; ha una casa di produzione indipendente, iK Produzioni. All’attivo due libri inchiesta, un libro-saggio-manuale dal titolo DCM – Dal giornalismo al digital content management, videoclip, cortometraggi, documentari, programmi di intrattenimento leggero. Ha diretto Blogo.it da giugno 2012 a dicembre 2015. Si occupa anche di strategie di comunicazione integrata, seo, social media, analisi dei media, consulenze per aziende e privati e formazione per giornalisti e comunicatori. Più info sul suo sito personale.
Ha spiegato la genesi e le ragioni di questo progetto in questo pezzo: Slow News: perché?. Poi ha fondato Wolf.

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Alessandro Diegoli – Autore e conduttore radiofonico, dalla fine del 20esimo secolo intrattiene con iperboli più o meno riuscite il pubblico di Radio Popolare. Nel 2012 completa il cursus honorum all’interno di Blogo passando in sei anni da blogger di periferia a caporedattore. Gioca a basket nonostante gli acciacchi, che cura traballando sul pavé milanese in sella a una moto made in China. Più info.
Ha spiegato la sua adesione al progetto con tre ottime ragioni per fare Slow News.

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Andrea Coccia – Giornalista, responsabile Cultura de Linkiesta.it dal settembre 2013. Ha fondato la rivista letteraria El Aleph, ha scritto di libri e fumetti su Booksblog, Grazia.it, Saturno (Il Fatto Quotidiano) e La Stampa, e di un po’ di tutto sul Post. È stato redattore della rivista di satira sociale L’antitempo (Premio Satira Forte dei Marmi 2013) e dal 2010 fa parte del collettivo omonimo. Nel 2016 ha pubblicato il libro di racconti storici I giorni più lunghi del secolo breve, edito da Informant. Più info.
Ha spiegato la sua adesione al progetto scrivendo: Tre motivi per cui partecipo a Slow News.

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Andrea Spinelli Barrile – Curioso per natura e giornalista per necessità; prende dal rugby la filosofia e la cocciutaggine e la applica con rigore alla vita di tutti i giorni: legge, scrive ma parla poco, nonostante la giovane età può ricordare collaborazioni di carta (Il Riformista e Il Denaro) e online (Agenzia Radicale, Blogo, Vita). Telefona da uno smartphone e guarda l’ora su un orologio da taschino: questo dovrebbe bastare per inquadrare il personaggio. Più info.
Ha spiegato la sua adesione al progetto scrivendo: Slow News? La domanda è “perchè no?”

Con chi lavoriamo


Mafe de Baggis e Filippo Pretolani fanno Wolf insieme ad Alberto (che li chiama “I MaFi”).

 

 

 

 

 

Con The Walking Debt abbiamo fatto per un anno Crusoe.