Respirare la guerra
Dalla missione nei Balcani alla diagnosi di tumore, il caso di Emerico Maria Laccetti è il filo che unisce scelte militari, silenzi istituzionali e conseguenze che durano decenni.
Dalla missione nei Balcani alla diagnosi di tumore, il caso di Emerico Maria Laccetti è il filo che unisce scelte militari, silenzi istituzionali e conseguenze che durano decenni.
Il futuro del turismo invernale si scontra con la crisi climatica. Non ci sono certezze, ma alcuni studi e iniziative di comunità cercano risposte per ridare vita al territorio.
Che cosa verifichiamo? Come e perché?
I social ti mostrano contenuti sull’ADHD, ma probabilmente colmano un vuoto,.
Senza le testimonianze collettive ci manca un pezzo fondamentale per smascherare le narrazioni del potere.
Appunti a margine dell’assemblea del 15 novembre 2025 all’università La Sapienza di Roma

Un podcast settimanale per approfondire una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.

È dedicata all’ADHD e alle neurodivergenze. Nasce dall’esperienza personale di Anna Castiglioni, esce ogni venerdì e ci trovi articoli, studi, approfondimenti, consigli pratici di esperte e esperti.

La cura Alberto Puliafito, è dedicata al giornalismo e alla comunicazione, esce ogni sabato e ci trovi analisi dei media, bandi, premi, formazione, corsi, offerte di lavoro selezionate, risorse e tanti strumenti.

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sost. f. pl. [dall’ingl. generative artificial intelligences] 1. sistemi informatici capaci di produrre contenuti inediti (testi, immagini, video, codice, ecc.) a partire da dati di addestramento e prompt umani, simulando creatività, comprensione e intenzionalità; non pensano, ma generano; non capiscono, ma predicono; non rubano, ma remixano. Si chiamano “generative” per differenziarle da quelle “discriminative”, che classificano e riconoscono. La distinzione è tecnica, l’effetto è culturale. 2. nella narrazione pubblica, le i.a.g. incarnano una promessa (o una minaccia) di automazione dell’intelligenza stessa. amplificano illusioni: quella dell’oggettività tecnologica, della neutralità algoritmica, dell’efficienza come valore assoluto. sono opache per design, spettacolari per marketing, pervasive per interesse. 3. nella pratica quotidiana, le i.a.g producono testi scolastici, riassunti, email, meme, loghi, articoli, poesie, sogni, curriculum, copioni, programmi, analisi, profezie. Più che sostituire l’umano, ne assorbono stile, tono, cliché. funzionano come specchi: riflettono ciò che sanno, cioè ciò che gli è stato dato. Eppure sembrano nuove. 4. le i.a.g. sono anche un dispositivo sociale a doppio standard democratizzano strumenti, ma concentrano potere; abilitano creatività, ma normalizzano linguaggio; promettono tempo liberato, ma moltiplicano lavoro cognitivo. Un’industria, un’estetica, un’ideologia.