facebook_pixel

Media e comunicazione

Wolf, la newsletter per professionisti della comunicazione

Slow journalism

Flow, la prima newsletter italiana di slow journalism

Economia

Leggi i nostri contenuti gratuiti. Scopri cosa pensiamo, come lavoriamo, quello che abbiamo in mente per il futuro:

  • Abbonati a Flow Per costruire una consapevolezza rispetto al modo in cui le piattaforme digitali e gli inserzionisti possono usare i nostri dati c’è un solo modo: usare quelle piattaforme e spiegarne nel dettaglio il funzionamento. Non serve a nulla essere apocalittici e non serve a nulla essere tecnottimisti. Bisogna essere semplicemente realisti. Per questo motivo, qui spieghiamo, dal punto di vista di una persona che usa Facebook, il modo in cui vengono erogate le inserzioni pubblicitarie su Facebook stesso e i segnali che lasciamo spontaneamente e che Facebook utilizza e concede agli inserzionisti. A differenza della maggior parte delle pubblicità da cui vieni raggiunto, se ne sei consapevole puoi avere un buon controllo sulle inserzioni che [...]
  • [Questo pezzo di Mafe de Baggis e Filippo Pretolani è tratto dal numero 306 di Wolf] Le buone idee arrivano in porto. Col loro passo, col loro respiro, superando mille difficoltà e facendo soste e deviazioni, ma arrivano. L’idea che ha preso corpo il 26 febbraio, presentata al Teatro Studio Melato, è il Centro Internazionale per Cultura Digitale fortemente voluto da Maria Grazia Mattei, reso possibile dal supporto di Fondazione Cariplo. È un progetto che abbiamo visto nascere, crescere e prendere forma negli anni, alimentato da una costante: un incredibile e continuo successo di pubblico per tutti gli incontri di Meet The Media Guru, un pubblico attento, fedele e trasversale. Maria Grazia Mattei con Meet the Media Guru ha dimostrato negli ultimi [...]
  • Questo è il primo bot di Slow News. Per farlo abbiamo usato uno strumento che si chiama Landbot.io. Ne parliamo su Wolf: se vuoi approfondire, abbonati! Costa 10 euro per i primi 3 mesi e poi puoi decidere se rimanere a bordo a 90 euro [...]
  • Dacci oggi la nostra indignazione quotidiana. Funziona più o meno così, a giudicare dal commento istantaneo sui social. In una conversazione pubblica su Facebook, Mafe de Baggis invitava a considerare anche le notizie positive, le cose che funzionano, quelle che vanno bene, magari per migliorarsi la vita e per non salire sulla ruota del criceto del “tutto va male, signora mia”. Graziano Montanini commentava la conversazione dicendo che dal 1° gennaio 2018 sta tenendo traccia delle “cose di cui stiamo parlando”. Gli ho chiesto di rendere pubblica questa traccia, magarifarlo diventare un momento di commento collaborativo. Qui ci sono i vari argomenti, con link di rimando a fonti giornalistiche o di altro genere, scelte googlando. [...]
  • Istantismo [i-stàn-tì-ṣmo] s.m. 1 Il commento istantaneo di un evento o di un fatto – vero o falso –, che viene elaborato, prodotto, reso pubblico in un brevissimo lasso di tempo rispetto all’accadimento, spesso spacciato per analisi 2 estens. Polemichetta [cfr. Francesco Farabegoli] 3 La conversazione diffusa che avviene come conseguenza a un accadimento – vero o falso – che interessa gruppi di persone, la cosiddetta opinione pubblica 4 La tendenza a commentare il presente come se un determinato fenomeno non si fosse “mai verificato prima” Istantismo è una parola che non esiste. Ce la siamo inventata Andrea Coccia ed io in una conversazione volta proprio a creare un termine che identificasse quel che è scritto nella [...]
  • Nel gruppo di conversazione di Wolf su Facebook si è generato un confronto molto partecipato a proposito di una serie di temi piuttosto interessanti soprattutto per due tipologie di pubblici: i freelance che lavorano nel mondo della comunicazione, del giornalismo, del (web) marketing i decisori delle aziende che devono assumerli La prima conversazione è cominciata così: «Se io devo rinegoziare un contratto da Community Manager inserendo scrittura testi per il web, gestione community e stesura newsletter, ma anche farmi riconoscere il valore di quattro anni di lavoro in cui ho praticamente creato il tone of voice aziendale sul web in doppia lingua, come mi faccio chiamare? Content Manager?» La seconda conversazione, invece, è iniziata così: «Devo [...]
  • di Andrea Spinelli Barrile Tra il 1871 e il 1918 negli Stati Uniti fu pubblicato Puck Magazine, un magazine satirico di grande successo che proponeva caricature, vignette, disegni umoristici e satira politica su una pubblicazione a colori di altissima qualità editoriale. Puck fu fondato a St. Louis dal signor Joseph Keppler, nato a Vienna ma trasferitosi negli Stati Uniti con la famiglia in fuga dai moti europei del 1848, che ancora oggi è ricordato come uno dei padri e dei principali autori del mondo satirico e vignettistico americano. Inizialmente Puck [qui trovi una raccolta di qualche numero] veniva pubblicato in inglese e in tedesco ma la pubblicazione che sopravvisse naturalmente per oltre 40 anni fu quella in lingua inglese e dal 14 marzo 1877 la [...]
  • Quelli che vedi qui sopra sono i veri tariffari di una vera azienda che si definisce «attiva nell’editoria multimediale». I dati sono stati pubblicati nel gruppo di conversazione di Wolf. 1000 parole per un pezzo “femminile”: 5 euro. 150 parole per una “news di attualità”: 0,50 euro. 1000 parole per un pezzo di gossip: 2,50 euro Spero che non serva altro per capire che sia giunto il momento di fermarsi e riflettere una volta per tutte sullo stato dell’arte di chi lavora con i contenuti (giornalistici e non). I contenuti in senso lato sono diventati una commodity. È successo, si poteva prevedere, qualcuno l’aveva previsto. Se ora mi mettessi ad elencare le cause e le concause che hanno contribuito a questa situazione [...]
  • Il rizoma di un'iris. Foto da Wikipedia
    Tutti abbiamo visto almeno una volta nella vita un rizoma, anche se magari non sapevamo che si chiamasse così. Il rizoma è una specie di radice, che però presenta nodi e foglie: eccone uno, nella foto. È il rizoma di un’iris. Il rizoma è anche la forma che dovrebbe avere l’enciclopedia secondo Umberto Eco, influenzato, in questa sua visione, da Deleuze. Che cosa significa, per Eco, che la conoscenza ha la forma di un rizoma? Significa fare ricerca senza gerarchie, senza punti di entrata e uscita ben definiti, interconnettendo domini fra loro eterogenei, senza paura di analizzare il “basso” con gli strumenti dell'”alto”, mescolando le carte, ma con metodo. Non a caso Eco parlava già di “algoritmo miope”, [...]
  • Il mondo non si divide in due, anche se è facile fare i manicheisti e trasformare in tifo la conversazione fin da un titolo. Non esistono linee di demarcazione di un prima e di un dopo. I cambiamenti non sono un interruttore binario. La realtà è complessa e le affermazioni tranchant, oltre a prendersi l’applauso – al bar come in televisione come a teatro come su Twitter o Facebook, da nicchie di pubblico d’accordo con il contenuto – oppure gli insulti – dall’altra parte della conversazione polarizzata, perché un’affermazione tranchant non fa che accelerare la polarizzazione del confronto – sono anche riduttive, banalizzanti e dunque sbagliate. Tuttavia, arriva un momento in cui bisogna per forza di cose contrapporre a una [...]
  • Un anno fa c’era chi proponeva di chiudere i siti dei giornali, così gli scrocconi del web non potevano più leggere gratis. Poi è stata colpa di Facebook se ha vinto Trump. È successo di nuovo, e questa volta internet è addirittura colpevole di mettere a rischio la democrazia. Non è colpa di internet se la democrazia rappresentativa rantola. Non è colpa di internet se alcuni pezzi di internet si sono rotti (sul tema, suggerisco di leggere Ev Williams, Hossein Derakhshan e Peter Sunde per unire i puntini di cosa è andato storto davvero) e le cose non sono andate come avrebbero potuto Internet è ciò che ne fai, ciò che ne facciamo, ciò che ne viene fatto in senso politico. Umberto Eco viene spesso citato per quella famigerata frase sulle [...]
  • Esistono soltanto da un paio d’anni, ma i DIG Awards — di cui Slow News è partner da due anni — si sono già ritagliati un posto importante nel panorama italiano, e non soltanto perché quel panorama assomiglia più a un deserto che a una prateria verde, ma, più semplicemente, perché sono ad oggi l’unico appuntamento italiano dedicato al giornalismo – in particolare i video reportage – che sta realmente costruendo una comunità, innescando un circolo virtuoso che ha permesso, in appena due edizioni, di mettere in comunicazione il mondo di chi le idee ce le ha con il mondo di chi ha i soldi per produrle. La buona notizia di oggi è che l’appuntamento, solitamente fissato a fine giugno a Riccione, quest’anno raddoppia [...]
  • Mentre il Vesuvio bruciava e su alcuni giornali online girava la fake news degli animali vivi usati per alimentare l’incendio (vere testate registrate hanno riportato la bufala, come spesso accade), Napoli ospitava l’EastWestForum 2017, un evento organizzato da EastWest il cui tema era La sfida del digitale. Ho collaborato per un breve periodo con EastWest e così sono stato invitato fra i discussant. In realtà il programma dell’evento era così denso che le domande che avrei voluto fare sarebbero state troppo simili a degli interventi (una cosa che, personalmente, detesto). Così ho affidato alcuni commenti “a caldo” a Twitter. Ora, con calma, provo a tirare le fila di quel che ho sentito e delle osservazioni che si [...]