Milano è una trappola di calore, e sarà sempre peggio
Lo è per tanti motivi, ma soprattutto per scelte urbanistiche e politiche. Le cose potrebbero migliorare, ma non sta succedendo
Lo è per tanti motivi, ma soprattutto per scelte urbanistiche e politiche. Le cose potrebbero migliorare, ma non sta succedendo
Un articolo su Repubblica dice che “la scommessa è vinta”. Ma è proprio così?
È il progetto per uno dei data center più grandi d’Europa
Quasi soltanto a parole, o in qualche report finanziato da progetti europei. Nella realtà le cose sono ancora molto indietro
Dopo gli ostacoli del Ministero dei Trasporti e dal TAR, il comune rilancia la Città 30. Mentre Bologna è il simbolo di uno scontro sulla mobilità sempre più politico, il bilancio è positivo, anche se migliorabile.
Se in Italia i militari hanno ottenuto sentenze e risarcimenti, in Kosovo la realtà è desolante. Nei luoghi in cui quasi trent’anni fa sono cadute le bombe non ci sono ancora risposte.
Dai primi anni Duemila a oggi l’avvocato Tartaglia ha collezionato circa 500 sentenze favorevoli per militari ammalati o deceduti, e la sua attività ha ispirato avvocati di altri paesi ad avviare cause simili
Dalla missione nei Balcani alla diagnosi di tumore, il caso di Emerico Maria Laccetti è il filo che unisce scelte militari, silenzi istituzionali e conseguenze che durano decenni.
Dobbiamo imporre ai governi di finanziare ciò che ha un futuro ed è sostenibile, lasciando andare e fallire ciò che non ce l’ha

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zona rossa s. f. [comp. di zona e rosso, colore connotato di pericolo] <ˈdzɔna ˈrossa> 1. delimitazione fisica e concettuale di uno spazio interdetto, controllato, emergenziale. Nasce in ambito militare, si espande alla protezione civile, si cristallizza per contenere le proteste politiche e il dissenso. Nel 2009 L’Aquila ha avuto due z. r. contemporaneamente: una era quella delle aree inagibili per il terremoto. L’altra quella delle aree interdette per il G8. 2. la z. r. stabilisce chi può entrare e chi deve restare fuori. Confine mobile, ma non neutro: ogni barriera produce esclusione. 3. imbolicamente, la z. r. disegna il territorio dell’eccezione. È il luogo del rischio e del contagio, della colpa e del sospetto. Chi sta dentro senza autorizzazione è potenzialmente pericoloso o vulnerabile, chi sta fuori è potenzialmente innocente. 4. nel discorso pubblico, la z. r. giustifica l’intervento, la sorveglianza, la sospensione temporanea dei diritti. Una semplificazione narrativa utile a mantenere l’ordine, ma spesso costruita su base politica 5. ogni z. r. ha un fuori campo. Non esiste senza una mappa, e ogni mappa è un atto di potere. Chi disegna la z. r. disegna anche il potere.