Milano è una trappola di calore, e sarà sempre peggio
Lo è per tanti motivi, ma soprattutto per scelte urbanistiche e politiche. Le cose potrebbero migliorare, ma non sta succedendo
Lo è per tanti motivi, ma soprattutto per scelte urbanistiche e politiche. Le cose potrebbero migliorare, ma non sta succedendo
È il progetto per uno dei data center più grandi d’Europa
Quasi soltanto a parole, o in qualche report finanziato da progetti europei. Nella realtà le cose sono ancora molto indietro
Dopo gli ostacoli del Ministero dei Trasporti e dal TAR, il comune rilancia la Città 30. Mentre Bologna è il simbolo di uno scontro sulla mobilità sempre più politico, il bilancio è positivo, anche se migliorabile.
Se in Italia i militari hanno ottenuto sentenze e risarcimenti, in Kosovo la realtà è desolante. Nei luoghi in cui quasi trent’anni fa sono cadute le bombe non ci sono ancora risposte.
Dai primi anni Duemila a oggi l’avvocato Tartaglia ha collezionato circa 500 sentenze favorevoli per militari ammalati o deceduti, e la sua attività ha ispirato avvocati di altri paesi ad avviare cause simili
Dalla missione nei Balcani alla diagnosi di tumore, il caso di Emerico Maria Laccetti è il filo che unisce scelte militari, silenzi istituzionali e conseguenze che durano decenni.
Dobbiamo imporre ai governi di finanziare ciò che ha un futuro ed è sostenibile, lasciando andare e fallire ciò che non ce l’ha

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sost. f. pl. [dall’ingl. generative artificial intelligences] 1. sistemi informatici capaci di produrre contenuti inediti (testi, immagini, video, codice, ecc.) a partire da dati di addestramento e prompt umani, simulando creatività, comprensione e intenzionalità; non pensano, ma generano; non capiscono, ma predicono; non rubano, ma remixano. Si chiamano “generative” per differenziarle da quelle “discriminative”, che classificano e riconoscono. La distinzione è tecnica, l’effetto è culturale. 2. nella narrazione pubblica, le i.a.g. incarnano una promessa (o una minaccia) di automazione dell’intelligenza stessa. amplificano illusioni: quella dell’oggettività tecnologica, della neutralità algoritmica, dell’efficienza come valore assoluto. sono opache per design, spettacolari per marketing, pervasive per interesse. 3. nella pratica quotidiana, le i.a.g producono testi scolastici, riassunti, email, meme, loghi, articoli, poesie, sogni, curriculum, copioni, programmi, analisi, profezie. Più che sostituire l’umano, ne assorbono stile, tono, cliché. funzionano come specchi: riflettono ciò che sanno, cioè ciò che gli è stato dato. Eppure sembrano nuove. 4. le i.a.g. sono anche un dispositivo sociale a doppio standard democratizzano strumenti, ma concentrano potere; abilitano creatività, ma normalizzano linguaggio; promettono tempo liberato, ma moltiplicano lavoro cognitivo. Un’industria, un’estetica, un’ideologia.