Milano è una trappola di calore, e sarà sempre peggio
Lo è per tanti motivi, ma soprattutto per scelte urbanistiche e politiche. Le cose potrebbero migliorare, ma non sta succedendo
Lo è per tanti motivi, ma soprattutto per scelte urbanistiche e politiche. Le cose potrebbero migliorare, ma non sta succedendo
Dopo gli ostacoli del Ministero dei Trasporti e dal TAR, il comune rilancia la Città 30. Mentre Bologna è il simbolo di uno scontro sulla mobilità sempre più politico, il bilancio è positivo, anche se migliorabile.
Se in Italia i militari hanno ottenuto sentenze e risarcimenti, in Kosovo la realtà è desolante. Nei luoghi in cui quasi trent’anni fa sono cadute le bombe non ci sono ancora risposte.
Dai primi anni Duemila a oggi l’avvocato Tartaglia ha collezionato circa 500 sentenze favorevoli per militari ammalati o deceduti, e la sua attività ha ispirato avvocati di altri paesi ad avviare cause simili
Dalla missione nei Balcani alla diagnosi di tumore, il caso di Emerico Maria Laccetti è il filo che unisce scelte militari, silenzi istituzionali e conseguenze che durano decenni.
Il futuro del turismo invernale si scontra con la crisi climatica. Non ci sono certezze, ma alcuni studi e iniziative di comunità cercano risposte per ridare vita al territorio.
Che cosa verifichiamo? Come e perché?
Dobbiamo imporre ai governi di finanziare ciò che ha un futuro ed è sostenibile, lasciando andare e fallire ciò che non ce l’ha

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nonviolenza s. f. [comp. di non- e violenza, sul modello dell’ingl. nonviolence] pronuncia <non.vjoˈlɛn.t͡sa>
1. in senso classico, la n. è un metodo di lotta sociale e politica che rifiuta l’uso della forza fisica, promuovendo pratiche di resistenza pacifica, disobbedienza civile, dialogo. è legata a figure come Gandhi e Martin Luther King, che ne hanno fatto strumento di emancipazione e liberazione collettiva. 2. nel discorso contemporaneo, la n. viene spesso ridotta a parola d’ordine morale o a slogan consolatorio, svuotato della sua radicalità. Rischia di essere interpretata come assenza di conflitto, invece che come scelta attiva di conflitto diverso. 3. in ambito giornalistico e mediatico, la n. è raramente raccontata nella sua complessità. Viene confusa con pacifismo generico, con buonismo, con passività. La narrazione dominante preferisce la violenza – spettacolare, vendibile, virale – alla fatica lenta e invisibile della n. I nonviolenti, come i pacifisti, sono spesso dileggiati sui media e da un certo tipo di potere politico. A volte addirittura incolpati. 4. sul piano culturale, la n. produce una frattura: mostra che il potere non è solo controllo delle armi o delle istituzioni, ma anche delle parole, delle immagini, delle cornici narrative. Non è neutra: è una scelta politica radicale, che sposta il terreno dello scontro. 5. la n., come racconta Roberta Covelli nella serie di Slow News Uno come noi. Militare la n., non è il ritrarsi ma il mettersi al centro per attirare, non per guidare. è un posizionamento che ribalta la dinamica del comando: non si esercita autorità, si catalizza presenza.