Milano è una trappola di calore, e sarà sempre peggio
Lo è per tanti motivi, ma soprattutto per scelte urbanistiche e politiche. Le cose potrebbero migliorare, ma non sta succedendo
Lo è per tanti motivi, ma soprattutto per scelte urbanistiche e politiche. Le cose potrebbero migliorare, ma non sta succedendo
Un articolo su Repubblica dice che “la scommessa è vinta”. Ma è proprio così?
È il progetto per uno dei data center più grandi d’Europa
Quasi soltanto a parole, o in qualche report finanziato da progetti europei. Nella realtà le cose sono ancora molto indietro
Dopo gli ostacoli del Ministero dei Trasporti e dal TAR, il comune rilancia la Città 30. Mentre Bologna è il simbolo di uno scontro sulla mobilità sempre più politico, il bilancio è positivo, anche se migliorabile.
Se in Italia i militari hanno ottenuto sentenze e risarcimenti, in Kosovo la realtà è desolante. Nei luoghi in cui quasi trent’anni fa sono cadute le bombe non ci sono ancora risposte.
Dai primi anni Duemila a oggi l’avvocato Tartaglia ha collezionato circa 500 sentenze favorevoli per militari ammalati o deceduti, e la sua attività ha ispirato avvocati di altri paesi ad avviare cause simili
Dalla missione nei Balcani alla diagnosi di tumore, il caso di Emerico Maria Laccetti è il filo che unisce scelte militari, silenzi istituzionali e conseguenze che durano decenni.
Dobbiamo imporre ai governi di finanziare ciò che ha un futuro ed è sostenibile, lasciando andare e fallire ciò che non ce l’ha

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s. f. [dall’inglese intersectionality, dal. lat. intersectio -onis, “incrocio, interruzione”] <inter.set.tsjo.naliˈta>
1. teoria e pratica critica che riconosce come le diverse forme di oppressione — sessismo, razzismo, classismo, abilismo, transfobia, xenofobia, ecc. — non agiscano separatamente, ma si intersechino generando esperienze uniche di marginalizzazione. Il termine nasce nel femminismo nero statunitense, in particolare nei lavori della giurista Kimberlé Crenshaw, che nel 1989 scrive: «any analysis that does not take intersectionality into account cannot sufficiently address the particular manner in which vlack women are subordinated». 2. l’i. si è poi affermata anche in ambito sociologico come chiave teorica per analizzare le strutture interdipendenti di potere e privilegio, ma ha trovato spazio anche nella letteratura e nella cultura pop, talvolta come codice generazionale o segnale di consapevolezza sociale. Rifiuta l’universalismo astratto e rivendica la complessità concreta, storica, situata delle vite. 3. Nei contesti istituzionali e aziendali, l’i. rischia di essere assorbita come buzzword: svuotata di radicalità, trasformata in uno strumento di marketing inclusivo che non mette in discussione rapporti di potere. Inoltre, è un concetto complesso e si presta a minimizzazione o ridicolizzazione. 4. per Slow News, l’i. è un criterio politico e giornalistico: significa raccontare il mondo tenendo conto di chi viene sistematicamente escluso dai racconti. Non è una lente “in più” da applicare, ma un modo di stare al mondo che intreccia consapevolezza, cura e conflitto.