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Pasquale Ancona

Giornalista.

Pugliese, né salentino né barese. Figlio di quella terra poco conosciuta che ha i trulli e i muretti a secco costruiti a pochi metri dal mare, dove lo scrosciare delle onde zittisce il bombardamento dei pensieri. Finto umanista, quasi accademico, il mio passatempo preferito è porre domande. Dopo una tesi su un giovane Leopardi, ho cominciato a correre per inseguire un’utopia, e da allora non mi sono più fermato. Sono approdato in Emilia, a Parma, col solo intento di consumare le suole delle scarpe, che poi è l’unico vero modo per dirsi giornalisti. Dopo due anni e uno studio apocrifo sulla BBC, ho cambiato latitudine e ho raggiunto Milano per mettermi alla ricerca di altre storie da raccontare. Nel 2020 ho vinto il premio Walter Tobagi per giornalisti praticanti e il premio giornalistico Papà Ernest Hemingway.