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Un reportage per scoprire gli effetti a lungo termine del terremoto di Amatrice, a tre anni dal sisma che causò 299 morti e strascichi devastanti sulla vita dei sopravvissuti. Una tragedia che, dice chi è restato, «ha disintegrato anche qualcosa che tutti noi avevamo dentro».

 

Le interviste condotte per redigere questo reportage sono durate numerose ore e contengono molti dettagli relativi alle persone citate. Non sempre è stato possibile verificarne inequivocabilmente la veridicità e per questo alcuni passaggi non sono stati inclusi.

 

Le informazioni contenute di seguito sono state verificate attraverso documenti o fonti terze. Tuttavia, alcuni (pochissimi) passaggi di fondamentale importanza per la comprensione dei fatti sono stati inclusi nonostante l’impossibilità materiale di verificare la fonte perché legati a eventi o percezioni individuali. In tali casi abbiamo riportato le frasi esattamente come pronunciate, e sempre come citazione diretta degli intervistati.

Episodi
03 - La Fase Zero
27 Luglio 2019
La disorganizzazione non impedì alla città di Rieti di affrontare l’emergenza in maniera adeguata. «Ma successe solo per la compresenza casuale di due fattori: i reatini avevano già vissuto il terremoto forte de L’Aquila e Rieti è una città piccola, in cui il senso di comunità è forte e dove errori logistici o organizzativi hanno un impatto ridotto»
02 - Utopia e distopia
28 Luglio 2019
«Tre mesi dopo il sisma, nel Distretto di Camerino abbiamo registrato un incremento del 4% nell’acquisto di antidepressivi e del 7% in quello di antipsicotici. Lo sapete gli ansiolitici di quanto sono aumentati?. Più 72%»
01 - Come al fronte
1 Settembre 2019
Si è mosso tutto quanto, traballava tutto quanto e sembrava che tutto quanto si stesse disintegrando sotto di noi e sopra e intorno, con delle cose che cadevano e facevano rumore. Io avevo tanta tanta tanta paura di morire, ma mio marito mi ha abbracciato forte e un po’ mi è passata. Ma fuori era tutto distrutto»