
Come si viveva in Iran prima dell’avvento della Rivoluzione Islamica? Ce lo racconta un report di Amnesty del novembre del 1976.
La cosa che resta di oggi è un discorso che il presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez ha tenuto alla nazione il 4 marzo. Probabilmente ha già fatto il giro del mondo quattro volte, è diventato virale e si è persino memificato, ma, nonostante tutto, verrà dimenticato e sepolto dalla schiacciasassi mediatica che, soprattutto durante una guerra, macina breaking news senza soluzione di continuità.
Scegliamo questo discorso perché ci sembra una delle poche posizioni sagge e lucide in un contesto in cui sia i politici che la maggior parte dei media sembrano in preda a una trans endorfinica e guerrafondaia che ci terrorizza.
«Le potenze coinvolte in questo conflitto devono cessare immediatamente le ostilità e scegliere il dialogo e la diplomazia», ha detto Sacnhez, «E il resto di noi deve agire con coerenza, difendendo ora gli stessi valori che difendiamo quando parliamo dell’Ucraina, di Gaza, del Venezuela o della Groenlandia.
Perché la questione non è se siamo a favore o meno degli ayatollah. Nessuno lo è. Certamente non il popolo spagnolo e, ovviamente, non il governo spagnolo. La questione è se siamo o meno dalla parte del diritto internazionale e, quindi, della pace.»
Lo puoi leggere integralmente qui.


Come si viveva in Iran prima dell’avvento della Rivoluzione Islamica? Ce lo racconta un report di Amnesty del novembre del 1976.

“Se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro”. Il 7 maggio 1954 i francesi vengono sconfitti nella prima guerra di Indocina. Quello stesso giorno, in concerto, il cantante Marcel Mouloudji esegue per la prima volta in pubblico la canzone Le Déserteur (Il disertore), scritta daòl poeta e musicista francese Boris Vian. […]

Il 24 febbraio del 2022, pochbe ore dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la BBC lanciava un instant-podcast dedicato alla guerra in Ucraina chiamato Ukrainecast. In quelle ore la sensazione era che quella guerra non sarebbe durata a lungo. Da una parte sembrava imponente la forza dispiegata dall’esercito di Putin, dall’altro non sembrava […]

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