L’anonimato di Banksy è un atto politico

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La cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale dell’arte di Banksy, ovvero l’attivismo politico, l’attacco ai «simboli del più odioso potere».

«Chiunque decida di svelare alla gente che vuole sapere (in realtà la gente non vuole sapere), magari con una lunga e immagino costosa inchiesta in giro per l’Europa chi sia Banksy può essere o molto stupido, o, molto più probabilmente, qualcuno in qualche maniera vicino a quel potere che i graffiti di Banksy mettono alla berlina».

Puoi leggere l’intera riflessione qui.

Se ti interessa l’argomento, ne stiamo parlando da un po’ in una serie aperta che puoi leggere qui.

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