“Se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro”.
Il 7 maggio 1954 i francesi vengono sconfitti nella prima guerra di Indocina. Quello stesso giorno, in concerto, il cantante Marcel Mouloudji esegue per la prima volta in pubblico la canzone Le Déserteur (Il disertore), scritta daòl poeta e musicista francese Boris Vian. Moulouji registra poi la canzone in studio la settimana successiva, ma la sua vendita e la sua trasmissione vengono proibite in Francia fino al 1962.
Nel 1956 la canzone è stata tradotta in esperanto. Poi in tedesco, in inglese, in italiano (l’hanno cantata, fra gli altri, Luigi Tenco, Ornella Vanoni e Ivano Fossati), e in molte altre lingue.
Le Déserteur è una lettera scritta al presidente francese da un uomo che spiega perché ha disertato. L’uomo non vuole aver niente a che fare con la guerra: ha visto morire il padre; ha visto il fratello partire e non tornare mai più; sua madre morire di dolore. Non vuole uccidere i poveri, dice ancora l’uomo al presidente, e preferisce diventare un mendicante e un attivista piuttosto che partire per la guerra.
La versione originale della canzone finiva così: “Si vous me poursuivez / prévenez vos gendarmes / que je serai en arme[s] / et que je sais tirer” (cioè: se mi farete cercare, avvertite i vostri gendarmi che sarò armato e che so sparare). Ma nelle varie esecuzioni questi versi sono stati rimossi. È stato lo stesso Mouloudji a cambiare il finale in “dite ai vostri gendarmi / se vengono a cercarmi / che possono spararmi / che armi non ne ho”. In altre versioni (come in quella di Tenco), la lettera viene indirizzata a un gruppo di persone (i potenti della terra).
Nel 2026, Dargen D’Amico ha portato, insieme a Pupo, una nuova versione di questa canzone al Festival di Sanremo, con un mash-up che ha mescolato Le Déserteur a un canto ebraico a Su di noi.
Da ascoltare:
Luigi Tenco canta una versione della canzone indirizzata ai Padroni della terra.
La versione di Ivano Fossati
L’originale
La versione di Dargen D’Amico