Nel 1961 la migrazione delle persone dal sud Italia al nord è un fenomeno che viene analizzato anche giornalisticamente. Così, Brando Giordani e Ugo Zatterin, allora giornalisti del Telegiornale Rai, vanno a Torino a raccontare chi è arrivato dal sud per lavorare in fabbrica. Entrano nelle vecchie caserme trasformate in alloggi, chiedono ai torinesi cosa […]
In Italia si muore di sciopero della fame
TAG:
In Italia si muore di sciopero della fame, nel silenzio tipico che da sempre aleggia sulle carceri, da detenuti, con il mondo che lo scoprirà quasi un mese dopo.
È quello che è successo a due detenuti nel carcere di Augusta, in Sicilia.
Il primo si chiamava Liborio Davide Zerba, aveva 45 anni ed era originario di Gela (TP): è morto carcerato in ospedale nella notte tra il 25 e il 26 aprile, ricoverato per le conseguenze dello sciopero della fame che aveva intrapreso 41 giorni prima. Protestava contro la sua condanna, dicendosi innocente (secondo Il Post la condanna sarebbe terminata nel 2029, secondo La Notizia era condannato all’ergastolo).
Il secondo si chiamava Victor Pereshchako, era cittadino della Federazione russa. Condannato all’ergastolo (come confermato dal Garante dei detenuti Mauro Palma), è morto in ospedale il 9 maggio, al termine di uno sciopero della fame lungo 60 giorni. Dal 2018 chiedeva di essere estradato in Russia per scontare lì la sua pena.
Dall’inizio dell’anno, secondo i dati dell’associazione Antigone, i detenuti morti in carcere sono 54, dei quali ben 21 i suicidi. Nei due casi che citiamo, il Garante dei detenuti sottolinea “la necessità della completa informazione che deve fluire dagli Istituti penitenziari all’Amministrazione regionale e centrale”; in questi due casi secondo il Garante è venuta a mancare “quella trasparenza comunicativa che, oltre a essere doverosa per la collettività, può anche aiutare a trovare soluzioni in situazioni difficili perché non si giunga a tali inaccettabili esiti”.

Cose che restano
- I bambini meridionali
- Restare umani
“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
MercoledìSlowlyUn podcast settimanale per approfondire una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.
VenerdìAtipicheÈ dedicata all’ADHD e alle neurodivergenze. Nasce dall’esperienza personale di Anna Castiglioni, esce ogni venerdì e ci trovi articoli, studi, approfondimenti, consigli pratici di esperte e esperti.
SabatoThe Slow JournalistLa cura Alberto Puliafito, è dedicata al giornalismo e alla comunicazione, esce ogni sabato e ci trovi analisi dei media, bandi, premi, formazione, corsi, offerte di lavoro selezionate, risorse e tanti strumenti.
DomenicaCose che restanoLa newsletter della domenica di Slow News. Contiene consigli di lettura, visione e ascolto che parlano dell’attualità ma che durano nel tempo.




